Tumore al seno, a Medolla la storia di tre donne coraggiose
MEDOLLA - In Italia il tumore al seno è la neoplasia più diagnosticata nelle donne con oltre 55mila nuovi casi all’anno.
Rappresenta circa un terzo di tutti i tumori femminili e colpisce quasi 1 donna su 8 nel corso della vita.
In occasione dell’Ottobre Rosa, Medolla ha ospitato l’evento “Il coraggio in seno. Storie di famiglie, bisturi e sorrisi”, organizzato da Clinica Dardano, in collaborazione con WeCare e con il patrocinio del Comune di Medolla.
L'iniziativa ha portando sul palco le storie di Elisa, Claudia e Paola, che hanno raccontato il loro percorso di prevenzione, malattia e guarigione dal tumore al seno, grazie a quel coraggio che forse non pensavano di avere.
Storie che si sono intrecciate con quelle dei medici che le hanno accompagnate durante tutto il percorso, dalla diagnosi, all’intervento, fino alla ricostruzione.
Un momento di ascolto, di confronto e di condivisione, capace di unire aspetti medici e scientifici a storie di vita vissuta.
Già le storie, quelle di donne che di fronte alla diagnosi della malattia hanno trovato il coraggio di affrontarla, imparando a vivere la vita con più gioia perché se è vero che il tumore rischia di toglierti il futuro, però ti ridà il presente.
“Ero in vacanza quando mi sono accorta di una piccola cisti, segno che qualcosa non andava – racconta Elisa -. Poi, dopo i controlli, l’annuncio che mi dovevo operare. Ho trovato il coraggio non permettendo alla mia testa di pensare in negativo. Non ho mai usato la parola tumore, io avevo una cisti, la chemioterapia era un’infusione di luce. Ne sono uscita con un’energia diversa e vivo la vita con più gioia”.
A Claudia il tumore è stato diagnosticato prima del Covid.
“Mi dissero che non avevo niente, ma io sentivo che qualcosa non andava – racconta -. Ho insistito perché non stavo bene, finché non è giunta la diagnosi. Per me è stato molto difficile, sono rimasta per mesi sulla sedia a rotelle. Ho avuto il tempo di scrivere un decalogo da fare una volta guarita. Questa esperienza ti insegna a vivere diversamente”.
Paola, invece, ha una storia di tumore in famiglia e, appena ventenne, ha dovuto operarsi.
“Il coraggio l’ho trovato nell’amore verso me stessa – racconta -. In tutto il percorso è stato importante trovare medici che mi hanno ascoltato e poter contare sul supporto della famiglia”.
Un percorso nel quale anche le aziende possono fare la loro parte, come ha spiegato Daniele Galavotti, ceo di Spectrum Medical e promotore del gruppo di lavoro WeCare, che ha parlato del valore dei caregiver e dei modelli di lavoro quali smart working, part-time, congedi e rimodulazione oraria, possono dare una mano a chi deve prendersi cura un familiare “fragile”.
Poi, la parola è passata ai medici, coinvolti nel percorso: dalla diagnosi, all’intervento, fino alla ricostruzione.
Paola Mastellari, specialista in Radiologia senologica, ha spiegato come funziona un iter diagnostico e l’importanza dei controlli. “Se non si hanno casi di tumore in famiglia, difficilmente si sviluppa un carcinoma alla mammella prima dei 25 anni – spiega -. Invece, dai 40 anni bisogna iniziare a fare la mammografia”.
Antonio Toesca, direttore del programma di Senologia chirurgica presso l’Istituto oncologico di Candiolo (Torino), ha spiegato come “il carcinoma mammario detta un po’ le sue regole, quindi serve un approccio multidisciplinare, tagliato su misura su ogni donna. Chi ha casi di predisposizione ereditaria, dovrebbe chiedere di fare un test genetico che in Italia è gratuito se si rispettano specifici criteri e si rientra in programmi di screening del Servizio Sanitario Nazionale”.
Pietro Loschi, chirurgo plastico ed ideatore del progetto Seno Sereno di Clinica Dardano, ha sottolineato l’importanza della prevenzione, del lavoro in sinergia tra i medici coinvolti nel percorso di cura della paziente e dei livelli qualitativi raggiunti dalla chirurgia ricostruttiva.
Infine, la psicologa Serena Amoroso direttrice area clinica di Nardone Group, ha sottolineato come le storie delle donne che hanno dovuto affrontare il tumore al seno dimostrano che “si può affrontare la paura, trasformandola in coraggio e di come sia importante il supporto familiare durante il percorso di cura”.
Leggi anche: Il coraggio in seno. Storie di famiglie, bisturi e sorrisi a Medolla una serata per parlare di tumore al seno
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"







































































