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05 Maggio 2026
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Tumore al polmone, al “Santa Maria Bianca” diagnosi più precise con le minisonde donate da “La Nostra Mirandola”

MIRANDOLA - Un altro importante contributo dalla comunità mirandolese per l’ospedale Santa Maria Bianca e in particolare per il miglioramento delle diagnosi di tumore al polmone e di epilessia. Le due donazioni sono frutto della generosità ormai decennale dell’Associazione La Nostra Mirandola ODV, presieduta dalla professoressa Nicoletta Vecchi Arbizzi, e sono destinate ai reparti di Pneumologia, diretto dal dottor Alessandro Andreani, e di Neurologia, guidato dal dottor Mario Santangelo. Nella mattina di oggi, mercoledì 1° ottobre, si è tenuto un momento di ringraziamento delle donazioni, alla presenza della Direttrice Sanitaria dell’Azienda USL di Modena Romana Bacchi, che ha accolto la Professoressa Arbizzi insieme ai due primari e ai coordinatori infermieristici dei servizi coinvolti, e al Direttore sanitario dell’Ospedale di Mirandola Giuseppe Licitra.

Dopo aver donato in passato broncoscopi, la sonda EBUS, e altre importante strumentazioni per la Pneumologia interventistica, La Nostra Mirandola ha ulteriormente arricchito la dotazione a disposizione dei professionisti del Santa Maria Bianca con un software e due minisonde radiali: si tratta di nuove strumentazioni che hanno notevolmente migliorato la resa diagnostica delle biopsie polmonari transbronchiali periferiche, ovvero i prelievi bioptici delle neoformazioni polmonari eseguiti in corso di broncoscopia. La minisonda radiale è una sorta di guida per il broncoscopista in quanto, con l'ecografo di cui è dotato, aiuta l'operatore a raggiungere la sede in cui prelevare il tessuto per la biopsia. Il polmone è composto infatti oltre che dal parenchima (tessuto polmonare) anche da infinite vie aeree (bronchi e bronchioli soprattutto) che portano appunto l'aria al polmone: in corso di broncoscopia, trovare la strada giusta per raggiungere la neoformazione da sottoporre a biopsia è spesso molto difficile. La sola guida fluoroscopica (cioè la radiografia in diretta utilizzata fino ad ora) spesso non è sufficiente per aiutare il broncoscopista a raggiungere il suo obiettivo; la minisonda, grazie appunto all'ecografo (che tra l’altro non emette radiazioni dannose per l'operatore e per il paziente) di cui è dotata e grazie alle sue dimensioni che consentono di esplorare tutti i segmenti bronchiali in corso di broncoscopia è quindi un aiuto in più, un’ulteriore guida (spesso fondamentale e risolutiva) per il raggiungimento delle formazioni polmonari che necessitano di essere sottoposte a biopsia.

In termini pratici – spiega il dottor Andreani – una volta individuato l'obiettivo (visionando la TAC del torace) la minisonda viene introdotta nelle vie aeree attraverso il broncoscopio e viene inserita nei vari segmenti bronchiali che il broncoscopista ritiene possano portare al raggiungimento della lesione polmonare: una volta che l'operatore, grazie sempre alla minisonda, trova la strada (la via aerea) giusta per il raggiungimento della lesione, si retrae la minisonda e si introduce, sempre attraverso il broncoscopio, l’ago da biopsia che serve per prelevare appunto una parte di tessuto polmonare da mandare ad analizzare. Con questo strumento il broncoscopista può avere la possibilità di sottoporre a biopsie lesioni di piccole dimensioni (anche di 2-3 cm di diametro): senza la minisonda per campionare queste lesioni si utilizza la sola guida fluoroscopica in corso di broncoscopia (con una resa diagnostica inferiore) oppure si può sottoporre il paziente a biopsia transtoracica in guida Tac (con un rischio maggiore di complicazioni, pneumotorace in particolare), oppure come extrema ratio si invia il paziente a chirurgia toracica, che, se effettuata ai soli fini diagnostici (e non terapeutici) potrebbe portare complicanze soprattutto nei pazienti più fragili”.

Altrettanto importante la donazione alla Neurologia, una videocamera che, in combinata con l’elettroencefalografo, può risultare determinante per la diagnosi differenziale dello stato epilettico:

La videocamera – spiega il dottor Santangelo – consente di registrare un video, in contemporanea con l’esame, in modo da rendere evidenti eventuali anomalie parossistiche, indicative di epilessia. Un aiuto in più per il professionista neurologo, che può facilitare di molto il percorso diagnostico”.

“Desidero esprimere, a nome dell’Azienda USL di Modena e in particolare dell’Ospedale di Mirandola, la nostra più sincera gratitudine all’Associazione La Nostra Mirandola per queste importanti donazioni – sottolinea la direttrice Sanitaria Romana Bacchi –. Si tratta di un gesto che si inserisce in una lunga e preziosa tradizione di sostegno: da decenni, infatti, l’Associazione contribuisce con generosità a dotare il nostro ospedale di strumentazioni innovative, rafforzando così la qualità delle cure e l’efficacia degli interventi clinici. Questi contributi non solo arricchiscono le dotazioni tecnologiche, ma esaltano e valorizzano il capitale umano, permettendo ai professionisti sanitari di esprimere al meglio le proprie competenze e di rispondere in maniera sempre più puntuale e qualificata ai bisogni di salute della comunità. Il legame che unisce l’Ospedale di Mirandola e La Nostra Mirandola rappresenta un esempio virtuoso di collaborazione tra cittadini e istituzioni, un patrimonio che continua a rafforzare la fiducia reciproca e a garantire cure di qualità nel nostro territorio”.

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