Pannelli agrivoltaici a Finale Emilia, Baldini (Pd): “Riguarderebbero il 4% della superficie comunale, a sindaco e Regione chiediamo vigilanza e chiarezza”
FINALE EMILIA - Nota di Anna Baldini, segretaria del Partito Democratico di Finale Emilia e Massa Finalese:
"Il Partito Democratico di Finale Emilia intende alzare l’attenzione su un tema di rilevante impatto ambientale e paesaggistico: nel territorio risultano infatti risultano in fase di proposta o valutazione progetti per oltre 400 ettari di impianti agrivoltaici. Per dare un’idea della superficie interessata, si parla del 4% dell’intero territorio comunale. Pur riconoscendo che le norme europee e nazionali promuovono la produzione di energia da fonti rinnovabili, e che tali impianti possono rappresentare un’opportunità di reddito per gli agricoltori, non si può ignorare il rischio di una trasformazione irreversibile dell’ambiente rurale locale. Su tali preoccupazioni, il Circolo del Pd chiede la massima attenzione sia all’Amministrazione Comunale che alle Regione.
Per realizzare tali grandi superfici di pannelli fotovoltaici aerei, che in linea teorica consentono le coltivazioni nelle superfici sottostanti, non ci sfugge che siano tantissime le opere previste (viabilità interna, recinzioni, palificazioni, scavi per fondazioni e cavidotti, cabine elettriche) che comportano un’occupazione strutturale del suolo che difficilmente potrà essere rimossa senza danni alla fertilità e alla vocazione agricola dei terreni. Inoltre, la concentrazione nel territorio di Finale Emilia di ampie aree di moduli fotovoltaici e di grandi batterie di accumulo comporta un evidente impatto cumulativo, sia paesaggistico che ambientale. Risulta inoltre che diverse di tali superfici siano interessate da impianti fotovoltaici a terra, ancora più anti-agricoli di quelli aerei.
È lecito domandarsi se, in tali condizioni, sia davvero garantita la continuità dell’attività agricola. Appare dubbio che, con strutture permanenti di questo tipo, il terreno possa essere coltivato in modo effettivo e sostenibile. Manca inoltre la certezza che tra decenni gli impianti vengano rimossi e le aree restituite alla piena produttività agricola. Che garanzie ci sono, quali i controlli?
Come partito Democratico diciamo che il Comune, pur disponendo di poteri limitati a fronte della dichiarazione di pubblica utilità di tali opere, debba esercitare ogni funzione di pianificazione e controllo per tutelare il suolo agricolo, la sicurezza idraulica e il paesaggio, e che la Regione, dal canto suo, dovrebbe assicurare un’equa distribuzione territoriale degli impianti e legare tali impianti a una programmazione energetica, evitando concentrazioni eccessive e garantendo che lo sviluppo delle energie rinnovabili avvenga nel rispetto della vocazione agricola e dell’identità rurale di Finale Emilia".
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