Ospedale di Mirandola, rimodulazione oraria per la guardia pediatrica notturna. Annunciati nuovi posti letto: otto
Entro novembre dovrebbero partire i nuovi posti letto di terapia semintensiva e quelli di medicina a indirizzo cardiovascolare, insieme a un rafforzamento dell’offerta pediatrica e a un progetto di dimissioni protette. Sono questi i principali annunci fatti dall’Azienda Usl di Modena per il Santa Maria Bianca di Mirandola, presentati ai sindaci del distretto nel corso di un incontro ufficiale.
Le misure, illustrate dai vertici ospedalieri e dai responsabili di medicina, cardiologia e pediatria, vengono definite “azioni concrete” per migliorare la qualità delle cure e valorizzare le professionalità interne. Ma dietro l’entusiasmo istituzionale restano alcune questioni aperte che meritano attenzione.
Terapia semintensiva e medicina cardiovascolare: attese e rischi
Il punto di forza del piano è l’attivazione di quattro posti di terapia semintensiva con monitoraggio multiparametrico, pensati per pazienti a medio-alta complessità, e di altrettanti posti di medicina cardiovascolare, collocati accanto alle degenze pneumologiche. La gestione, assicurano i responsabili, sarà affidata a team multidisciplinari.
Tuttavia, il numero ridotto di letti – appena otto in totale – rischia di essere insufficiente rispetto alle necessità di un territorio vasto come quello mirandolese. E non è chiaro se vi saranno risorse e personale adeguati a garantire continuità e qualità.
Pediatria: potenziamento o ridimensionamento?
Sul fronte pediatrico, l’Ausl annuncia nuovi ambulatori specialistici (dalla gastroenterologia alla neurologia), che dovrebbero rendere più capillare l’offerta. Ma, nello stesso tempo, si prevede una rimodulazione della guardia pediatrica notturna, giustificata dalla “riduzione dei casi di pertinenza pediatrica”. Una scelta che lascia perplessi: si parla di potenziamento, ma di fatto i piccoli pazienti potrebbero trovarsi con minore copertura nelle ore critiche.
Le urgenze, assicurano dall’Azienda, continueranno a essere gestite in rete con gli altri ospedali, ma resta la sensazione di una coperta troppo corta.
Dimissioni protette: sperimentazione necessaria, ma fragile
Da ottobre sarà attivato anche un progetto di dimissioni protette, con la rivalutazione a domicilio dei pazienti internistici a rischio di ri-ospedalizzazione. Un’iniziativa che sulla carta va nella direzione giusta: rafforzare l’integrazione tra ospedale, medici di base e territorio.
Il nodo, però, è sempre lo stesso: quanto sarà realmente sostenibile, senza un adeguato numero di infermieri di comunità e OSS, un modello che richiede risorse e coordinamento costante?
Le promesse alla prova dei fatti
Il piano dell’Ausl si presenta come un pacchetto di innovazioni che dovrebbe dare nuova linfa al Santa Maria Bianca. Ma dietro agli annunci resta forte l’incognita dell’applicazione concreta: pochi posti letto in più, riorganizzazione delle guardie e nuove sperimentazioni possono davvero rispondere ai bisogni di salute della popolazione?
I cittadini e i sindaci del territorio attendono risposte tangibili.

IL COMUNICATO STAMPA DELL'AUSL:
L’attivazione entro il mese di novembre dei posti letto di terapia semintensiva con monitoraggio multiparametrico e di 4 degenze di medicina a indirizzo cardiovascolare, il potenziamento dell’offerta ambulatoriale pediatrica e l’attuazione di un progetto di dimissioni protette con la rivalutazione dei pazienti internistici a 20-30 giorni dalle dimissioni.
Sono le principali progettualità che l’Azienda USL di Modena sta mettendo in campo per l’Ospedale Santa Maria Bianca, presentate lunedì 29 settembre ai Sindaci dei Comuni del Distretto di Mirandola nell’ambito di una riunione del Comitato di Distretto, alla presenza delle Direzioni di Distretto e Ospedaliera e dei Direttori di Medicina (Fabio Gilioli), Cardiologia (Carlo Ratti) e Pediatria (Francesco Torcetta).
Azioni concrete, che verranno attuate a breve secondo un’attenta pianificazione che ha come principi cardine la valorizzazione delle professionalità e delle strumentazioni tecnologiche in dotazione all’ospedale, sempre a vantaggio dei cittadini e di un miglioramento costante della presa in carico assistenziale e clinico-diagnostica.
Principale elemento di valorizzazione è l’attivazione, entro il mese di novembre, dei 4 posti letto di terapia semintensiva, con monitoraggio multiparametrico e una gestione integrata tra internisti, pneumologi e anestesisti. L’area è dedicata al ricovero di pazienti a medio-alta complessità, con supporto e monitoraggio dei parametri vitali sia internistici che post-operatori.
Sempre entro novembre è prevista l’attivazione di 4 posti letto di medicina a indirizzo cardiovascolare, collocate in continuità con le degenze pneumologiche, con monitoraggio telemetrico ECG. Qui saranno gestiti pazienti con comorbidità e prevalente sintomatologia cardiovascolare, la cui gestione sarà affidata a cardiologi e internisti.
Tra le novità, la revisione dell’offerta pediatrica, con il potenziamento dell’attività ambulatoriale specialistica per una migliore risposta ai bisogni di salute dei piccoli pazienti: alla luce della forte riduzione dei casi di pertinenza pediatrica, verrà sperimentata una rimodulazione oraria della guardia pediatrica notturna e contestualmente l’attivazione al Santa Maria Bianca di diversi nuovi ambulatori pediatrici specialistici (gastroenterologia, nefrologia/urologia, neurologia, endocrinologia), offrendo risposte più appropriate e di prossimità.
Prosegue l’attività relativa a controlli neonatali, prelievi pediatrici, attività di test di stimolo endocrinologici.
Nessuna modifica per quanto riguarda le emergenze-urgenze pediatriche, con il mantenimento dei percorsi previsti, in un’ottica di rete dell’emergenza-urgenza/118 integrata con gli altri ospedali della provincia, così come resta immutata l’attività, prevista fino alle 20, dell’Osservazione Breve Intensiva (OBI).
Inoltre, con l’obiettivo di integrare maggiormente le risorse territoriali con quelle ospedaliere, ridurre gli accessi in PS specialmente dei codici bianchi e verdi ad alto rischio di inappropriatezza, e promuovere modelli di gestione territoriale innovativi ed efficaci, sono allo studio altre progettualità che prevedono un coinvolgimento più strutturato dei Pediatri di Libera Scelta, attraverso la costruzione di un modello integrato che li metta maggiormente in rete con la Pediatria ospedaliera e la Pediatria di comunità, per una presa in carico più connessa ed efficace.
Infine, l’Azienda USL in collaborazione con l’Azienda Pubblica di Servizi alla Persona (ASP) dei Comuni Modenesi di Area Nord, avvierà dal mese di ottobre un progetto di dimissioni protette che prevede la rivalutazione clinico-assistenziale a 20-30 giorni di pazienti dimessi dalla Medicina Interna e ad alto rischio di re-ricovero: verranno coinvolti l’UO di Medicina, MMG, infermiere di comunità e personale OSS dedicato, che effettueranno al domicilio la valutazione del contesto di cura (aderenza terapeutica, difficoltà del caregiver, parametri vitali, ecc.). Tali valutazioni verranno condivise con il personale medico e infermieristico della Medicina Interna, per definire la prosecuzione dell’iter diagnostico-terapeutico in stretta connessione con l’MMG.

Render terapia semintensiva Mirandola
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