Mirandola riporta a casa i propri testi antichi custoditi presso l’Archivio storico regionale in seguito al sisma del 2012
MIRANDOLA - Grazie alla convenzione approvata con delibera di Giunta n. 149 del 17 settembre 2025, prende ufficialmente il via il progetto di rientro e valorizzazione dei fondi storici della Biblioteca comunale “Eugenio Garin” di Mirandola, finora custoditi presso l’Archivio storico regionale di San Giorgio di Piano (BO) in seguito al sisma del 2012.
L’intesa, siglata tra il Comune di Mirandola e la Regione Emilia-Romagna, segna un passo decisivo nel percorso di ricostruzione culturale della città e di restituzione alla comunità di un patrimonio librario di grande valore storico e identitario. L’intervento è sostenuto da un contributo regionale di 50.000 euro, distribuiti tra il 2025 e il 2026, che si affianca all’impegno finanziario già assunto dal Comune di Mirandola, che ha stanziato oltre 65.000 euro per coprire i costi di trasporto, sistemazione e gestione dei servizi bibliotecari, affidati a un gestore esterno. Attualmente, la collezione è composta da 2.174 scatole contenenti volumi, documenti e cartoline: di queste, 906 sono già rientrate a Mirandola nel 2022, mentre le restanti 1.268 si trovano ancora presso l’Archivio storico regionale. La nuova sede della Biblioteca “Eugenio Garin”, riaperta nel 2023, è stata appositamente attrezzata con spazi, arredi e scaffalature idonee ad accogliere l’intera raccolta storica.
Il progetto prevede ora il trasloco dei materiali residui, la sistemazione a scaffale, il completamento degli allestimenti e l’avvio di una nuova fase di valorizzazione pubblica, con attività dedicate alla promozione della consultazione e alla fruizione da parte di studenti, studiosi e cittadini.
“Questo progetto - sottolinea l’Assessore Marina Marchi - rappresenta molto più di un semplice trasferimento logistico: è un’azione concreta di ricostruzione culturale e identitaria dopo il sisma. Il ritorno dei fondi antichi a Mirandola restituisce alla comunità un tesoro di conoscenza, e segna l’inizio di una nuova stagione di valorizzazione pubblica. Voglio sottolineare l’importanza della collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, che ha creduto nel progetto e lo ha sostenuto con risorse significative. Ma soprattutto, voglio ringraziare chi lavora ogni giorno per rendere la Biblioteca Garin un luogo vivo, accessibile e accogliente: è lì che il nostro patrimonio torna a essere bene comune e risorsa per il futuro”.
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