Il posto da titolare nell’agonistica non è compreso nella retta – Clamoroso al Cibali, di Mr Daniele Denti
"Clamoroso al Cibali” vuole essere uno spazio di condivisione, una finestra aperta continua sul calcio giovanile locale.
IL POSTO DA TITOLARE NELL’AGONISTICA NON E’ COMPRESO NELLA RETTA
Sono anni che si evidenzia questa problematica che continua ad essere di attualità. L’importante differenza tra agonistica e pre-agonistica.
I bambini iniziano a giocare molto piccoli in società sempre più strutturate ad offrire un servizio in linea con le esigenze legate alle varie annate dei piccoli calciatori che si apprestano a far parte di questo sport.
Quindi iniziano un percorso accompagnati soprattutto da Istruttori qualificati e certificati alla gestione dell’attività di base dove inizialmente si tende a favorire il divertimento, la socializzazione e l’apprendimento senza portare il focus sui risultati.
Ed è qui che tra mille cambi volanti, gestioni di rose a turnazione, i bambini trovano più o meno un minutaggio equo con serenità e approvazione per tutti, soprattutto da parte dei genitori.
Ma una volta entrati nell’Agonistica cosa succede?????
TUTTO CAMBIA
Giusto? Sbagliato? Ci sono correnti di pensiero molto differenti
Con l’ingresso nel calcio giocato, diciamo dai giovanissimi a 11 giocatori, cambiano le dinamiche perché subentrano anche le vere e proprie regole del calcio, convocazioni limitate, cambi limitati, e altre sfaccettature differenti dalle attività di base o pre-agonistiche
Ed è qui che iniziano i problemi di gestione. Prendiamo un gruppo di giovanissimi, un numero equo, 25 ragazzi a disposizione del Mister. Innanzitutto, va condivisa in fase preliminare da parte della società la propria filosofia con lo staff tecnico, con i genitori e conseguentemente con i ragazzi.
Questa condivisione preliminare la reputo personalmente fondamentale onde evitare di avere sorprese durante la stagione calcistica.
E qui punto importante, cari genitori, se siete assenti e non andate mai alle riunioni poi non potete poi lamentarvi.
Detto questo, normalmente la filosofia è comune nelle società locali, per non parlare di quelle che fanno selezione e qui è ancora più spiccata questa gestione che mira al miglioramento dei ragazzi ma con un focus anche sul risultato calcistico.
E allora poniamo che i nostri 25 ragazzi inizino a fare 3 allenamenti a settimana, si impegnano tutti ma solo 20 potranno essere convocati sabato, e già qui abbiamo 5 ragazzi che si sono impegnati come gli altri ma staranno a casa.
Di questi 20 solo 11 partiranno titolari, 9 in panchina dei quali 2 certamente non entreranno perché i cambi massimi sono 7.
2 Certamente non entreranno ma magari neppure 3 o 4 , magari giocheranno solo gli 11 titolari perché è iniziato un percorso che ha nel suo focus generale anche quello del risultato.
E’ GIUSTO? E’ SBAGLIATO?
E’ chiaro che se, in un mondo perfetto, i nostri 25 ragazzi si impegnano tutti al massimo, arrivano tutti in orario, ascoltano tutti i Mister, subentra una pura scelta qualitativa, il Mister mette giù la formazione che reputa più forte e così sempre sarà.
Ed è così che giocheranno sempre gli stessi 8/9 titolari, un paio si alterneranno, alcuni giocheranno scampoli di partita e i più indietro si spartiranno posti tra panchina e tribuna per tutta la stagione
Perché come specificato nel titolo,
IL POSTO DA TITOLARE NELL’AGONISTICA NON E’ COMPRESO NELLA RETTA
La retta ti mette a disposizione tre allenamenti settimanali, un campo, uno staff, un kit, il posto in squadra te lo devi guadagnare.
E qui si apre un mondo di pensieri differenti, chi pensa che tutto quanto qui sopra riportato non sia corretto, che i ragazzi debbano avere tutti lo stesso spazio (e questo spesso lo pensano i genitori dei ragazzi più indietro). Dall’altra parte, invece i ragazzi dei genitori più avanti che si sentono danneggiati in fase di rotazione che penalizza l’operato del proprio figlio e del gruppetto di livello avanzato
E qui le discussioni, tra genitori, tra società e genitori, tra genitori e Mister.
Perché se ci fate caso, al 99% il problema è creato dagli adulti, ai ragazzi la dinamica è più chiara, non sono ovviamente contenti di non giocare o giocare poco ma capiscono la situazione molto di più di mamma e papà in tribuna arrabbiati per l’ennesima panchina del proprio figlio.
MA QUINDI DAI GIOVANISSIMI NON E’ PIU’ UNO SPORT PER SCARSI? DIVENTA E DEVE DIVENTARE UNA SELEZIONE NATURALE? E’ GIUSTO CHE CHI NE HA DI PIU’ ABBIA PIU’ SPAZIO?
Mio figlio paga la retta come gli altri ma non gioca mai, è inaccettabile?????
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