Finale Emilia svela il restaurato monumento a Gregorio Agnini, padre della cooperazione
FINALE EMILIA. Ottant’anni dopo la sua scomparsa, la città di Finale ha reso omaggio a Gregorio Agnini, figura centrale della storia sociale e politica modenese, attraverso il restauro del monumento bronzeo a lui dedicato e dei tre bassorilievi che ne raccontano la vita e l’impegno. Le opere, realizzate nel 1960 dallo scultore Ivo Soli e dall’artista Dante Zamboni, sono tornate a nuova luce grazie a un intervento promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola ed eseguito dal team di Elisabetta Belluti.
Un monumento nato dall’impegno collettivo
Il monumento a figura intera di Agnini e i tre bassorilievi vennero inaugurati il 2 giugno 1960 accanto al Castello di Finale. La loro realizzazione fu il risultato di un raro slancio collettivo: 31 Comuni modenesi contribuirono con una quota economica, mentre cooperative e privati cittadini parteciparono con ulteriori donazioni.
L’opera, costata poco più di 12 milioni e 500mila lire, fu concepita come un tributo a un uomo che aveva saputo unire idealismo, impegno politico e visione sociale.
Gregorio Agnini, il pioniere del mutualismo e della politica sociale
Nato nel 1856 e scomparso nel 1945, Gregorio Agnini è considerato il fondatore della cooperazione e dell’associazionismo sociale modenese. Nel 1886 diede vita all’Associazione operai e braccianti, prima cooperativa di lavoro della provincia; nel 1891 fu eletto primo deputato socialista modenese, ruolo che ricoprì ininterrottamente fino al 1924.
Pochi giorni prima della morte, nel settembre 1945, presiedette da decano la prima seduta della Consulta nazionale, preludio all’Assemblea Costituente. Una vita, la sua, spesa per i diritti dei lavoratori, la giustizia sociale e la democrazia.
Un simbolo che torna a parlare al presente
Il restauro ha restituito al pubblico l’intensità espressiva della statua e dei bassorilievi: l’Agnini bronzeo, raffigurato in cammino con lo sguardo rivolto al futuro, e le tre scene che lo ritraggono come lottatore, pacificatore e soccorritore dei colerosi, riflettono la forza morale e civile del personaggio.
Come ha ricordato il sindaco Claudio Poletti, l’esempio di Agnini rappresenta ancora oggi un richiamo ai valori fondanti della Costituzione e all’impegno civile di ogni cittadino.
Una mostra per raccontare storia e memoria
Fino al 9 novembre, nelle sale dell’ex Guardia Nazionale in corso Cavour, è visitabile la mostra curata da Alma Finalis, che ripercorre la storia del monumento e del suo iter di realizzazione, attraverso bozzetti originali, fotografie d’epoca e documenti storici.
Il progetto, seguito a suo tempo dal sindaco Angelo Sola, vide la partecipazione di grandi nomi dell’arte modenese del Novecento come Marino Quartieri e Tino Pelloni, membri della commissione che selezionò l’opera vincitrice.
Il monumento, nella sua rinnovata bellezza, torna così a essere non solo un omaggio a un protagonista della storia locale, ma anche un simbolo universale di impegno, solidarietà e progresso civile — valori che Gregorio Agnini ha incarnato con coerenza per tutta la vita.
IL COMUNICATO DEL COMUNE DI FINALE EMILIA
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