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03 Maggio 2026
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Finale Emilia, sopralluogo di Forza Italia nei luoghi colpiti dal sisma del 2012

FINALE EMILIA - Il municipio, il Teatro, la Chiesa della morte, le vecchie scuole, il Castello: sono tante le opere pubbliche ancora al palo, 13 anni dopo il terremoto, a Finale Emilia. A fare il punto della situazione è arrivata Forza Italia, che ha organizzato coi giornalisti una conferenza stampa a tappe per mostrare la sutuazione.C’era la consigliera regionale Valentina Castaldini, il vicecoordinatore regionale Antonio Platis e gli esponenti locali Fernanda Paganelli, Martina Fabbri e Olao Guerra.

Complessivamente in tutta l’area del cratere del sisma 2012 oggi molte abitazioni sono state riparate e le attività economiche hanno ripreso, restano irrisolte le ferite del patrimonio culturale, che rappresenta l’anima e l’identità di questi territori.

Ma Forza Italia denuncia che non risponde al vero la narrazione della Regione è l’emergenza è ormai superata. Ma all’appello mancano ancora tantissime opere, in particolare pubbliche.

Solo 805 cantieri su 1659 sono infatti conclusi pari a meno della metà. Altri 297 sono in corso ed equivalgono al 17,90% ed il resto è ancora al palo: 73 richieste ancora da presentare, 149 in istruttoria e 335 con il progetto approvato ma i cantieri ancora da avviare.

A ciò si aggiungono circa 555 abitazioni private ed 84 attività produttive ancora da terminare.

La legge di bilancio 2026 introduce importanti disposizioni per il completamento della ricostruzione e l’occasione non va persa: sul piatto ci dovrebbero essere 7 milioni di euro

 

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"A tredici anni da quella tragedia, i segni della devastazione sono ancora evidenti - si legge nella nota stampa di Forza Italia - Se molte abitazioni sono state riparate e le attività economiche hanno ripreso, restano irrisolte le ferite del patrimonio culturale, che rappresenta l’anima e l’identità di questi territori. Per molti anni la narrazione della Regione è stata che l’emergenza era superata. Oggi, con questa finanziaria, si chiude il percorso straordinario, ma all’appello mancano ancora tantissime opere, in particolare pubbliche. Solo 805 cantieri su 1659 sono infatti conclusi pari a meno della metà. Altri 297 sono in corso ed equivalgono al 17,90% ed il resto è ancora al palo: 73 richieste ancora da presentare, 149 in istruttoria e 335 con il progetto approvato ma i cantieri ancora da avviare. A ciò si aggiungono circa 555 abitazioni private ed 84 attività produttive ancora da terminare. I pagamenti assegnati ma non effettivamente saldati superano i 600 milioni di euro, pari a circa l’8%. La legge di bilancio 2026 introduce importanti disposizioni per il completamento della ricostruzione nei territori colpiti dal sisma, segnando il passaggio definitivo dalla fase emergenziale a quella di ricostruzione ordinata e strutturale. In particolare, la norma prevede che, alla scadenza dello stato di emergenza (31 dicembre 2025), si apra un periodo di “stato di ricostruzione di rilievo nazionale” della durata di 24 mesi, al fine di assicurare la continuità amministrativa e la conclusione delle opere ancora in corso. Durante questa nuova fase, sarà nominato un nuovo Commissario straordinario per la ricostruzione in Emilia-Romagna, e saranno stanziate risorse pari a 9,6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, destinate al funzionamento della struttura commissariale, all’assistenza tecnica, al contributo di autonoma sistemazione e agli interventi ancora necessari sul territorio. Inoltre, entro 30 giorni dalla conclusione dello stato di emergenza, il presidente della Regione Emilia-Romagna trasmetterà al Dipartimento Casa Italia una relazione dettagliata sulle risorse utilizzate e sullo stato di avanzamento degli interventi pubblici e privati, nonché sui procedimenti ancora pendenti. Su questo aspetto – incalzano gli azzurri – la vigilanza sarà massima perché deve essere rendicontato in modo dettagliato e ben circostanziato tutto ciò che dopo 13 anni è ancora in sospeso".

Gli esponenti locali di Forza Italia - Fernanda Paganelli, Martina Fabbri e Olao Guerra - hanno fatto il punto sulla situazione della ricostruzione a Finale Emilia, epicentro del sisma e una delle realtà rimaste maggiormente indietro: "Il dato del crollo dei residenti nel comune rappresenta il più triste elemento a conferma delle criticità. Nel piccolo “tour” dei monumenti e degli edifici pubblici ancora fermi, abbiamo mostrato alla consigliera Castaldini le tante occasioni perse. Questo Comune, più di tanti altri nel cratere, non ha saputo cogliere le opportunità. Averi questi importanti edifici ancora senza progetti e senza cantieri dequalifica il centro-storico e trasmette un senso di degrado ed abbondono di ampie parti di Finale Emilia".

"È evidente come ci siano stati dei cortocircuiti istituzionali che non hanno permesso di completare le opere pubbliche anche con le risorse già stanziate – dichiara la consigliera Castaldini -. Le aziende si sono rialzate, ma i nostri monumenti, le chiese e i luoghi simbolo dei nostri paesi sono ancora fermi al 20 maggio 2012. Questa è una ferita aperta all’identità e alla memoria delle comunità. Chiederò alla Regione conti chiari, trasparenza assoluta e tempi certi: questi territori meritano rispetto e ricostruzione vera».

"Per anni la narrativa di Bonaccini è stata che qui era tutto già a posto. Oggi – conclude Antonio Platis - è palese che non si è riusciti a ricostruire tutto. In questi 13 anni Forza Italia non si è mai sottratta al confronto e a pungolare, qualsiasi governo, per avere tutti i mezzi, i fondi e le ordinanze necessarie. Il nostro territorio ha dovuto affrontare situazioni difficilissime con un’infinità di inconvenienti che si sono negli anni aggiunti dalla farraginosità della burocrazia commissariale al caro materiali ed energia, dai ricorsi negli appalti ai fallimenti di alcune ditte aggiudicatarie. Bisogna garantire le pronte liquidazioni degli ultimi interventi residenziali e per le attività produttive ed agricole, così come è indispensabile offrire ai Comuni il necessario supporto per completare la ricostruzione pubblica così da riconsegnare ai cittadini, in particolare, nei centri storici i monumenti, le chiese e gli edifici pubblici riqualificando le nostre città ed i nostri paesi".

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