Finale Emilia ricorda Gregorio Agnini a 80 anni dalla scomparsa
Ottant’anni dopo la morte di Gregorio Agnini, figura centrale del socialismo italiano delle origini, Finale Emilia si prepara a celebrarne la memoria con una giornata di eventi dedicati. Nato nella cittadina modenese il 27 settembre 1856 e scomparso a Roma il 5 ottobre 1945, Agnini fu tra i protagonisti della politica nazionale a cavallo tra Ottocento e Novecento, fino a presiedere – da decano – la prima seduta della Consulta nazionale, antesignana dell’Assemblea Costituente.
Le commemorazioni si svolgeranno sabato 25 ottobre con un programma che intreccia storia, cultura e memoria civile. In mattinata verrà inaugurato il restauro del monumento a lui dedicato in piazza Roma, curato da Alma Finalis con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola e accompagnato dalla riqualificazione dell’intera area, finanziata dal Comune. La cerimonia si aprirà alle ore 9 con gli interventi istituzionali del sindaco Claudio Poletti, del presidente della Fondazione Francesco Vincenzi e dei rappresentanti di Alma Finalis, seguiti dall’esibizione dell’ensemble di trombe della Fondazione Scuola di Musica “C.G. Andreoli”.
Alle 10 partirà una passeggiata storica guidata dal giornalista e scrittore Fabio Montella, che accompagnerà i cittadini nei luoghi legati alla vita di Agnini, amministratore locale e fondatore della prima cooperativa di lavoro della provincia di Modena nel 1886. A concludere la mattinata, alle 11.30 al Nuovo Cinema Corso, si terrà il convegno “Agnini: il socialismo, la lotta per i deboli fino alla Costituzione Repubblicana”, con relatori Giovanni Gargano (sindaco di Castelfranco Emilia), Stefano Caliandro (docente Alma Mater di Bologna) e l’ex sottosegretario agli Esteri Vittorio “Bobo” Craxi.

L’eredità di un socialista riformatore
Gregorio Agnini, eletto per la prima volta deputato nel 1890 e riconfermato fino alla XXVII legislatura, fu il primo parlamentare socialista modenese. Si batté per l’abolizione del dazio sul grano, le bonifiche agrarie (tra cui quella di Burana), lo sviluppo ferroviario e l’assegnazione di appalti alle cooperative, strumenti fondamentali per migliorare le condizioni di vita e di lavoro della classe operaia.
Antifascista convinto, partecipò alla secessione dell’Aventino e nel 1926 fu dichiarato decaduto insieme agli altri parlamentari d’opposizione. Tornò in politica solo dopo la Liberazione, chiamato a far parte della Consulta nazionale. Il 25 settembre 1945, pochi giorni prima della morte, ebbe l’onore di presiedere la seduta inaugurale di quell’assemblea che avrebbe gettato le basi della Repubblica italiana.
“Ricordare un concittadino come Agnini – ha commentato il sindaco Poletti – significa rendere viva la testimonianza di un uomo che ha incarnato valori di impegno civile e giustizia sociale, ancora oggi un insegnamento per tutti noi”.

Nelle immagini, lo stato attuale dei lavori a Finale Emilia per il restauro della statua di Agnini
“Tenere viva la memoria di un concittadino così importante – dice il sindaco di Finale Emilia, Claudio Poletti – è un atto dovuto, soprattutto perché i valori che ne hanno guidato il percorso politico restano un grande insegnamento per tutti noi. Voglio ringraziare Alma Finalis e la Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola che hanno saputo concretizzare l’idea del restauro della statua, realizzata dallo scultore vignolese Ivo Soli e inaugurata il 2 giugno 1960. Noi, come amministrazione, abbiamo supportato questa iniziativa riqualificando l’area che ospita la statua e che da anni versava in condizioni precarie, accogliendo la proposta del Psi – Federazione di Modena di organizzare un convegno che ne ricordasse la figura e predisponendo, grazie a Fabio Montella, una passeggiata storica nei luoghi della vita finalese di Agnini”.
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