Concluso il seminario “Lo stalking e la violenza di genere”
MODENA - Un seminario nato dal desiderio di approfondire e sensibilizzare su un tema di grande attualità, spesso al centro della cronaca e del dibattito pubblico. Si è concluso questa mattina, con grande partecipazione e profondo interesse, il ciclo di incontri “Lo stalking e la violenza di genere: dalla realtà alla prassi”, organizzato dagli studenti del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Cinque appuntamenti, svoltisi nel mese di ottobre, che hanno offerto un percorso formativo intenso e multidisciplinare, intrecciando prospettive criminologiche, giuridiche, psicologiche e sociali. Un’iniziativa che ha restituito una visione completa e concreta di un fenomeno complesso e purtroppo ancora di stringente attualità.
Infatti, come spiega Lemm Ravaldi, studentessa di Giurisprudenza, consigliera comunale a Castelfranco Emilia e organizzatrice insieme al collega Filippo Malara, «questo ciclo di incontri è nato da esperienze vere, vissute da alcune studentesse del nostro Dipartimento. Episodi che ci hanno profondamente colpiti e spinti a non restare in silenzio. Abbiamo sentito il bisogno di creare uno spazio di confronto e consapevolezza, dove affrontare con rigore ma anche con empatia i meccanismi che portano alla violenza di genere e allo stalking, partendo proprio dal nostro contesto universitario. L’obiettivo era sensibilizzare i nostri coetanei, ma anche noi stessi, sul rispetto e soprattutto sulla responsabilità personale, perché la prevenzione comincia dalla conoscenza e dal riconoscimento dei comportamenti sbagliati».
Il seminario ha alternato momenti di teoria ad altri di pratica. L’apertura, il 3 ottobre, ha visto protagonista la professoressa Giovanna Laura De Fazio, criminologa, che ha analizzato il percorso dello stalking da comportamento socialmente sottovalutato a reato riconosciuto dall’ordinamento penale. A seguire, le avvocate penaliste di Casa delle Donne contro la violenza hanno portato all’attenzione del pubblico casi reali e strumenti legali di tutela. Il secondo incontro, dedicato all’evoluzione normativa e digitale, ha approfondito gli effetti del Codice Rosso e le sfide legate alla violenza online. Il professor Ludovico Bin, docente di diritto penale, ha analizzato la fattispecie del reato e la funzione della pena, mentre il professor Gianluigi Fioriglio, esperto di informatica giuridica, ha esplorato il tema del violenza online e della diffusione illecita di contenuti senza consenso. Spazio, in terza battuta, alle testimonianze e ai dati forniti dalla Casa delle Donne contro la violenza, che ha illustrato la realtà quotidiana di chi opera al fianco delle vittime, seguita dalla dottoressa Paola Campilongo sul ruolo della magistratura. Il 24 ottobre la riflessione si è spostata sulla rieducazione e sul cambiamento culturale: il dottor Paolo De Pascalis, psicologo e psicoterapeuta dell’Ausl di Modena, ha proposto una prospettiva innovativa di intervento psicologico nei confronti degli autori di reati riconducibili alla violenza di genere. Oggi, giorno di chiusura, il dottor Pier Matteo Fabbri, psicologo ed educatore all’affettività, ha richiamato il ruolo fondamentale della scuola nella costruzione di relazioni sane e rispettose. Accanto a lui, l’assessora di Modena Alessandra Camporota, con delega alla sicurezza urbana integrata, alla coesione sociale e alle politiche di genere, ha evidenziato il contributo delle istituzioni nel promuovere una cultura di rispetto e parità come strumento primario contro ogni forma di violenza.
«Teniamo a ringraziare tutti i partner del percorso seminariale: a partire dall’Università di Modena e di Reggio Emilia e dal Dipartimento di Giurisprudenza fino ad arrivare ad AUSL, Comune di Modena e Casa delle Donne. Un sentito ringraziamento anche a tutti gli studenti che hanno partecipato con attenzione e interesse, e ai docenti e relatori che hanno creduto in noi e sostenuto questo progetto», conclude Ravaldi.
«Sono loro a fornirci gli strumenti, ma siamo noi a doverli trasformare in azione: il cambiamento parte da qui, dai luoghi in cui si formano le menti - le scuole e le università - dove nasce una nuova consapevolezza culturale».
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