Ammanco alla Fondazione di Modena, Pulitanò (FdI): “Serve chiarezza”
«Quando un ente come la Fondazione di Modena, che da decenni rappresenta un punto di riferimento per la vita culturale, sociale ed educativa della nostra comunità, viene travolto da notizie così gravi, la questione non può essere liquidata come un fatto interno».
Lo afferma Ferdinando Pulitanò, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e presidente provinciale del partito a Modena, commentando le recenti indiscrezioni relative a un presunto ammanco di circa 850 mila euro che la Guardia di Finanza avrebbe individuato all’interno della Fondazione di Modena e che sarebbero stati dirottati da un dipendente su conti di gioco personali.
«Parliamo di una realtà che, pur essendo formalmente privata – sottolinea Pulitanò – gestisce risorse e progetti di grande rilievo per il territorio modenese collaborando stabilmente con istituzioni pubbliche come il Comune e la Provincia. È dunque doveroso che la cittadinanza sia informata in modo trasparente su quanto accaduto, sulle misure di controllo adottate e su come si intenda recuperare le somme sottratte. Non possiamo accettare che tutto resti avvolto nel silenzio o nella genericità dei comunicati di rito».
Pulitanò ha presentato una interrogazione con la quale si punta ad ottenere chiarezza su quali comunicazioni ufficiali siano pervenute dalla Fondazione, quali rapporti economici e progettuali siano attualmente in corso e quali risorse siano state trasferite tra le due realtà negli ultimi cinque anni.
«Non basta dire che la Fondazione risulta essere parte lesa – prosegue l’esponente di Fratelli d’Italia –. È necessario capire se il Comune fosse a conoscenza della situazione, se siano stati attivati controlli o verifiche e in che modo si intenda tutelare l’interesse pubblico in tutte le iniziative condivise».
Pulitanò fa poi un parallelo con il recente scandalo AMo: «Abbiamo già assistito, nel caso di AMo, l’agenzia per la mobilità, a un episodio che somma gravi irregolarità gestionali a una preoccupante mancanza di controllo e a una chiara responsabilità politica. Ora la storia sembra ripetersi per modalità e anche per gestione della vicenda. È tempo che le istituzioni modenesi imparino la lezione: serve una vera cultura della trasparenza e della vigilanza, non solo reazioni tardive quando i fatti emergono dai giornali».
«Chiediamo al Comune di Modena e alla Provincia di assumersi la responsabilità di un’informazione chiara e tempestiva verso i cittadini. La Fondazione gestisce patrimoni, progetti e risorse che incidono sulla vita della nostra comunità. I modenesi hanno diritto di sapere cosa è accaduto, chi ha controllato, chi non ha visto e cosa si intende fare per rimediare. Solo così sarà possibile ristabilire la fiducia e tutelare l’onorabilità di un’istituzione che, per il bene di Modena, deve tornare a operare nella massima trasparenza», conclude Pulitanò.
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