Al via cantieri da un milione di euro nell’Ospedale di Carpi
«Mentre costruiamo il futuro, mettiamo in sicurezza il presente»: con queste parole il direttore generale dell’Azienda Usl di Modena, Mattia Altini, ha sintetizzato la strategia di intervento dell’ente sanitario provinciale. Accanto ai progetti per il nuovo ospedale di Carpi, infatti, l’Ausl destina quasi un milione di euro alla riqualificazione dell’attuale ospedale Ramazzini, dove sono già operativi dodici cantieri.
Il primo intervento, che va a intervenire sull’ingresso principale di via Molinari, segna l’avvio di una serie di lavori mirati a rendere più sicure e funzionali le strutture sanitarie esistenti. Ma il piano non si ferma a Carpi: sono già stati accantonati altri 3 milioni di euro per migliorare le principali sedi sanitarie della provincia.
L’obiettivo – spiega Altini – è quello di «dare un segnale concreto di attenzione ai cittadini», in un momento in cui la fiducia verso la sanità pubblica appare in calo.
I modenesi e la sanità: tra disillusione e fiducia nel servizio pubblico
Secondo un’indagine condotta dalla Fondazione Mario del Monte, in collaborazione con la Fondazione Gorrieri e il Centro Analisi Politiche Pubbliche (Capp) di Unimore, emerge un quadro contrastante.
Quasi la metà dei modenesi dichiara di aver rinunciato a visite o esami specialistici nelle strutture pubbliche nell’ultimo anno, a causa delle lunghe liste d’attesa, mentre tre su quattro si sono rivolti al privato per ricevere le cure necessarie.
La ricerca, realizzata tra maggio e giugno su un campione di 638 cittadini maggiorenni, evidenzia una sanità a due velocità: da un lato servizi che restano di buon livello rispetto alla media nazionale, dall’altro un sistema percepito come in difficoltà nel rispondere tempestivamente ai bisogni di salute.
Il voto medio attribuito ai servizi pubblici si attesta a 6,4 su 10 – una sufficienza piena, ma lontana dai livelli di eccellenza che Modena ha storicamente vantato. Inoltre, quasi la metà degli intervistati segnala un peggioramento sensibile negli ultimi tre anni.
Un dato significativo è che le critiche non riguardano la qualità delle cure o la professionalità del personale sanitario, ma piuttosto i tempi e le modalità di accesso ai servizi, ormai percepiti come il vero nodo critico della sanità pubblica modenese.
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