Abbonamenti non riconosciuti e corse fantasma: Seta, quando viaggiare diventa un percorso a ostacoli

Da settimane piovono segnalazioni di disservizi sul trasporto pubblico Seta. Prima erano stati gli studenti delle superiori, costretti a pagare multe ingiuste perché i loro abbonamenti online non risultavano attivi al controllo, nonostante fossero stati regolarmente rinnovati. Solo dopo ricorsi complicati e scoraggianti l’azienda ha riconosciuto l’errore, annullando le sanzioni.
Ma i casi non si fermano. Una studentessa racconta di avere un tesserino smagnetizzato da quasi due anni, mai sostituito nonostante le segnalazioni: ogni volta deve portarsi dietro ricevute cartacee per dimostrare di essere in regola. Un’altra giovane ha vissuto un vero calvario con l’app di Seta, che le ha generato ricevute digitali non valide. Dopo tentativi multipli, solo grazie a un ricorso allo sportello le multe sono state annullate.
E come se non bastasse, negli ultimi giorni diversi cittadini hanno denunciato “corse fantasma”: orari e linee annunciati sulle bacheche virtuali che però non trovavano riscontro nella realtà, lasciando gli utenti ad attendere inutilmente alle fermate.
La nostra redazione è in contatto con Seta e pubblicheremo volentieri il loro punto di vista non appena ce lo forniranno, convinti della loro buona fede e del desiderio dell’azienda di soddisfare i cittadini che utilizzano i loro servizi.
Gli ultimi casi
Una prima ondata di proteste si era sollevata in piena estate da parte di studenti delle superiori, a causa di disservizi legati agli abbonamenti online. In pratica, i giovani e le loro famiglie rinnovavano gli abbonamenti tramite il portale web indicato da Seta, ma al momento della verifica del controllore sugli automezzi, il pagamento risultava non effettuato e i ragazzi dovevano pagare una multa.
Chi tra loro ha fatto ricorso, in seguito si è visto dare ragione da Seta e la sua multa è stata annullata, ma solo dopo un iter burocratico, a detta degli studenti coinvolti, complicato e decisamente scoraggiante. Al punto che altri ragazzi incappati negli stessi disservizi hanno rinunciato a fare ricorso. Seta raccomanda sempre di denunciare i problemi tramite i percorsi che l’azienda mette a disposizione e assicura che i responsabili fanno sempre tutto il possibile per risolvere i disagi. Un impegno ammirevole, anche se gli inconvenienti continuano. Per esempio una ragazza della Bassa ci racconta che da quasi due anni il tesserino che certifica il suo abbonamento è smagnetizzato e non funziona: quando lo passa sullo strumento di verifica risulta che lei non ha pagato il dovuto, anche se in realtà lei è in regola. La ragazza avrebbe segnalato la questione a Seta già da parecchio tempo, ma il problema non è ancora stato risolto e ogni volta che utilizza un mezzo dell’azienda deve avere con sé le ricevute cartacee.
Ennesimo calvario per un’altra studentessa: ha rinnovato l’abbonamento tramite l’app del suo cellulare, ma la ricevuta digitale rilasciata dall’applicazione risultava non valida. Risultato: altre multe. Nel fare ricorso la giovane ha dovuto procedere con diversi tentativi, prima online (strada impraticabile perché le foto che doveva caricare sul sito per ottenere l’annullamento della sanzione risultavano troppo pesanti) poi tramite uno sportello che provvidenzialmente alcune amiche le hanno suggerito di utilizzare. Dopo diversi tentativi falliti, Seta ha riconosciuto il problema tecnico e le ha annullato la multa. Ma che fatica però. Ricordiamo ai lettori che il limite di tempo per fare ricorso è fissato a 30 giorni. L’azienda fa presente che l’abbonamento viene attivato a partire dal primo utilizzo dopo il rinnovo, ma che lo strumento che dovrebbe certificare la validità dell’abbonamento potrebbe non funzionare per motivi tecnici difficili da definire, anche perché possono essere di diversa natura in base ai casi.
È per questo che sul sito di Seta si raccomanda di stampare una copia cartacea della ricevuta e conservarla almeno per le prime corse. Morale: la bassa tecnologia torna sempre utile. Certo se anche i nuovi strumenti funzionassero sempre a dovere ci troveremmo davvero nel mondo ideale.

Ultimo ma non ultimo: nelle scorse settimane diversi utenti hanno fatto notare che alcune corse presenti sulle bacheche virtuali… non esistevano nella realtà. Sulla carta risultava che l’automezzo dovesse passare a una data ora e in una certa fermata, ma questo non succedeva. I malcapitati attendevano a lungo inutilmente e poi erano costretti a usare altri mezzi, in alcuni casi arrivando anche tardi al lavoro. Stando alle testimonianze, questi episodi riguardavano le corse in autobus intracomunali, in particolare tra la Bassa e Modena.
E che dire delle tante volte che i ragazzi e le ragazze vengono lasciati a terra perché il bus passa loro davanti alla fermata già strapieno? E' un grande classico che si ripete da tempo, pare impossibile da risolvere con una cosa semplice come mettere un numero adeguato di corse e di autobus.
Seta assicura impegno e disponibilità a risolvere i problemi, ma intanto chi viaggia continua a sentirsi più un ostaggio della burocrazia digitale che un passeggero pagante.
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