A Mirandola la droga va forte… tra gli adulti. I dati del SerDP distrettuale dove si curano le dipendenze
“Questi giovani senza valori, tutti sesso, droga e rock ‘n roll”. Questo si diceva una volta, ma almeno per la droga pare che gli adulti di oggi abbiano qualcosa da insegnare ai ragazzi. O perlomeno questa è la sensazione nel vedere i dati del SerDP, servizio del Distretto sanitario di Mirandola che si occupa di curare le persone con dipendenze. I numeri fanno riferimento al 2024, per il bilancio di quest’anno si dovrà attendere il 2026. È lecito pensare che comunque, nel giro di un solo anno, le cifre non verranno completamente stravolte.
Dei 395 utenti seguiti dal SerDP nel 2024, 305 sono maschi e 90 sono femmine. Questo vuol dire che gli uomini sono maggiormente consapevoli e più propensi a farsi curare o significa semplicemente che i maschi sono più birichini? Ai posteri l’ardua sentenza.
Il servizio prende in carico i pazienti con qualunque tipo di dipendenza, dall’alcolismo ai problemi di droga, dal tabagismo al gioco d’azzardo incontrollato. 173 sono le persone seguite dallo sportello per dipendenza da droghe o farmaci, perlopiù cocaina e/o eroina. Una buona fetta di questi è costituita da uomini tra i 30 e i 50 anni: 86 in tutto. Preoccupante il fatto che comunque sotto a questa categoria ci siano 15 uomini nella fascia 50-54 anni e addirittura 22 in quella 55-64.
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I pazienti in cura per problemi di alcool sono 152 e qui, curiosamente, la concentrazione maggiore è nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni. Insomma, i giovani alzeranno sicuramente troppo il gomito, ma il reparto dipendenze si trova a gestire soprattutto gente grandicella con il vizio della bottiglia. Esiguo il numero delle donne, con una concentrazione maggiore intorno all’età matura (50-60 anni circa). Distribuzioni numeriche simili tra i maschi, con la differenza non da poco che nel loro caso le cifre raddoppiano, a volte triplicano: 15 tra i 30 e i 39 anni, 29 quelli nella fascia 40-49, 20 in quella 50-54. Nel report si registra un picco degno di nota tra i maschi nella fascia 55-64: ben 34 quelli in cura al SerDP per disagi etilici. “Solo” 14 i maschi over 65 con problemi di alcolismo.
Riguardo alle altre dipendenze, il Distretto di Mirandola registra 46 tabagisti e 23 ludopatici, numeri inferiori rispetto alle altre categorie, anche se va detto che da anni Federconsumatori e medici parlano di un aumento di casi di dipendenza da gioco d’azzardo nella Bassa e un po’ in tutta la provincia di Modena. Il guaio della ludopatia è che è più difficile da riconoscere. Gratta e vinci e trading online sono attività socialmente molto più accettate rispetto a una sbronza o a una “sniffata”. Le persone tendono quindi ad abbassare la guardia rispetto al gioco d’azzardo e questo contribuisce a farli entrare in un terribile vortice.
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Questi dati si riferiscono ai soli cittadini che hanno scelto di farsi aiutare per uscire dalla dipendenza. Non possono perciò offrire un quadro completo sulle dipendenze nel distretto sanitario di Mirandola, perché non includono tutti coloro che abusano di droghe, alcol e tabacco e scelgono di non farsi curare. Magari perché non sono nemmeno consapevoli di avere un problema.
E i cosiddetti psicofarmaci prescritti dai medici di base possono provocare dipendenza? “Può succedere - afferma il Direttore del Servizio Dipendenze Patologiche del Distretto di Mirandola Pierangelo Bertoletti – Capita per esempio con le benzodiazepine, classificazione medica che include gli ansiolitici. Nei casi in cui si sviluppi una dipendenza di solito si procede a scalare il farmaco e in seguito, se occorre, si lavora sugli aspetti tipici delle dipendenze. Il problema non è tanto la relativa facilità dello scalaggio, quanto piuttosto il periodo seguente, quando il paziente torna a contatto con il suo ambiente e con gli inneschi che potrebbero riattivare, per esempio, l’ansia e a quel punto va alla ricerca di ansiolitici anche se non ne avrebbe bisogno”.
Per quanto riguarda l’efficacia o meno dell’intensificazione dei controlli antidroga a cui abbiamo assistito negli ultimi mesi a Mirandola, Ausl ritiene non sia di sua competenza esprimere giudizi in merito.
Nelle foto: lo staff del SerDP di Mirandola e il Dottor Pierangelo Bertoletti
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