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06 Maggio 2026
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Vino: l’Oltrepò celebra il ‘nuovo’ Classese, primo Metodo Classico da Pinot Nero al mondo

(Adnkronos) - Si chiamerà Classese e sarà il primo Metodo Classico da Pinot Nero vinificato in bianco o in rosè al mondo. A ribattezzare la Docg simbolo dell'Oltrepò Pavese - meno di 50 km a sud di Milano in quella 'virgola' di Lombardia che separa e unisce Piemonte ed Emilia Romagna - che storicamente è il primo Metodo Classico italiano, il nuovo disciplinare approvato all'inizio di quest'anno, che ha stabilito il nuovo nome: la scelta è andata su 'Classese', un marchio con quasi mezzo secolo di vita. L'obiettivo è quello di dare identità e distinzione al Metodo Classico, evitando l’attuale inevitabile confusione con le altre numerose denominazioni oltrepadane e consentendo di avviare politiche di promozione e posizionamento sui mercati nazionale e internazionale maggiormente efficaci. Per lanciare il nuovo nome e celebrare un altro importante traguardo di questo 2025, i 160 anni del blanc e rosè de noirs, ossia dalle prime bottiglie spumantizzate a Rocca de’ Giorgi nel 1865 dai Conti Carlo Gancia e Augusto Giorgi di Vistarino, si è svolta il 21 e 22 settembre la quinta edizione di 'Oltrepò: Terra di Pinot Nero', manifestazione organizzata dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese per valorizzare il Pinot Nero, simbolo e motore identitario di un territorio straordinario.  L’evento si è svolto a Golferenzo - uno dei 'Borghi più belli d'Italia', animato anche dal 'Borgo dei gatti', albergo diffuso vocato alla sostenibilità - e ha visto la partecipazione di un pubblico numeroso e appassionato, tra wine lovers, giornalisti, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni. Durante le due giornate, i riflettori si sono accesi sulle eccellenze del territorio: il Metodo Classico Docg - destinato appunto a diventare Classese - e il Pinot Nero Doc vinificato in rosso. I banchi d’assaggio, con 29 cantine protagoniste, le degustazioni e gli approfondimenti dedicati al blanc e rosè de noirs hanno offerto al pubblico e agli addetti ai lavori un percorso unico nella cultura e nell’identità vitivinicola dell’Oltrepò. La manifestazione ha confermato la sua duplice anima: da un lato, un momento di festa e di incontro per il pubblico; dall’altro, un’occasione di confronto tecnico e professionale di alto livello, capace di generare nuove prospettive per la denominazione e di rafforzare il legame tra territorio, istituzioni e operatori.  Con questa edizione, il Consorzio Classese Oltrepò Pavese - che annovera 155 aziende associate direttamente e centinaia di soci indiretti, conferitori delle realtà cooperative, con una produzione da circa 11.000 ettari vitati per 25 milioni di bottiglie prodotte annualmente - rinnova il proprio impegno nel valorizzare una storia lunga 160 anni e nel costruire, attraverso qualità, identità e innovazione, il futuro di una grande denominazione italiana. "Questa edizione di 'Oltrepò: Terra di Pinot Nero' - ha dichiarato Francesca Seralvo, presidente del Consorzio Classese Oltrepò Pavese - ci restituisce con forza l’immagine di un territorio unito e determinato. Il successo dell’evento dimostra che la strada della qualità e della collaborazione è quella giusta. Abbiamo celebrato 160 anni di storia, ma soprattutto abbiamo posto le basi per un futuro fatto di innovazione, riconoscibilità e identità. L’Oltrepò crede nel suo Pinot Nero e nel Metodo Classico: con il Classese vogliamo affermare con orgoglio la nostra vocazione e portarla sempre più in alto". Oggi, in Oltrepò Pavese, sono presenti sette denominazioni rivendicate, sei Doc e una Docg: Oltrepò Pavese Metodo Classico Docg (il nuovo Classese), Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese Doc, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Doc e Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese Doc. Era il 1984 e in Oltrepò Pavese esisteva una sola Doc, che comprendeva tutti i diversi vini prodotti sul territorio. Un nutrito gruppo di produttori di Metodo Classico, la vera eccellenza del territorio, si riunì con uno scopo preciso: distinguere e valorizzare quel blanc de noirs, tanto difficile da produrre con l’elegante e capriccioso Pinot nero, che per tutti loro rappresentava l’identità e il futuro dell’Oltrepò Pavese. La soluzione fu quella di creare un’associazione volontaria di produttori, dotandola di un nuovo marchio e di un nuovo nome, che sapesse incarnare questa unicità: la scelta ricadde su Classese, crasi fra Classico e Pavese. Il progetto si basava su un passaggio storico fondamentale per la vitivinicoltura italiana, ossia l’introduzione del Pinot Nero e l’avvio della produzione di Metodo Classico, due fasi distinte ma intimamente collegate, che muovono i primi passi in Valle Scuropasso. Lì, nel 1865, il Conte Vistarino produce il primo Metodo Classico da Pinot Nero, pochi anni dopo aver introdotto la coltivazione di questo vitigno.  L’intuizione che l’Oltrepò Pavese potesse diventare la terra del blanc de noirs si è consolidata nel corso degli anni, fino ad arrivare a quel fatidico 1984. Oggi, a distanza di altri quarant’anni, l’Assemblea soci del Consorzio, con voto quasi unanime, ha scelto di riprendere in maniera decisa la valorizzazione del Metodo Classico da Pinot Nero, reintroducendo il marchio 'Classese'. Questa volta, però, non si tratta di un nome o di un ristretto, benché importante, gruppo di produttori. Classese, infatti, è destinato a diventare il nome della Docg, con la conclusione del necessario iter burocratico, e inizierà presto a leggersi sulle etichette grazie all’adozione di un marchio collettivo. Classese, dunque, è l’affermazione dell’unicità del Metodo Classico oltrepadano, simbolo di una terra che, sola al mondo, punta un’intera denominazione sul blanc de noirs.   ---lavoro/made-in-italywebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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