Trasporto pubblico, Pulitanò (FdI): “Seta allo sbando a causa di logiche di mercato e non miglioramento di servizi”
PROVINCIA - «Riccardo Roat, amministratore delegato nominato da Tper impara dal vecchio presidente Seta Cirelli, nominato dal Partito democratico: scarica il barile sul Governo nella sua incapacità di invertire la rotta di Seta. Le scelte aziendali continuano a privilegiare logiche di mercato e appetibilità per futuri investitori, invece di concentrarsi su quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario: garantire ai cittadini un trasporto pubblico sicuro, puntuale ed efficiente. Questa impostazione ha aggravato la crisi e oggi ne paghiamo tutti le conseguenze».
Così Ferdinando Pulitanò, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e presidente provinciale del partito commenta le dichiarazioni dell'amministratore delegato di Seta Riccardo Roat.
«Il trasporto pubblico locale in Emilia-Romagna, e in particolare a Modena, è in grave crisi e chi governa la società continua a nascondere i veri problemi dietro a scuse ormai logore», prosegue Pulitanò.
«Da anni chiediamo chiarezza sulla governance e sul futuro di Seta: che fine ha fatto il piano industriale presentato in pompa magna? E dove è finito il piano di rilancio? La realtà è che non c’è alcuna visione chiara e il management non ha dato risposte né ai lavoratori né agli utenti del servizio», continua Pulitanò.
Dai dati, inoltre, emerge che Modena risulta penalizzata sui rimborsi chilometrici: «Come se non bastasse, la provincia di Modena è quella che riceve meno rimborsi chilometrici dalla Regione Emilia-Romagna in proporzione al territorio, perfino meno di realtà più piccole come Piacenza. È un dato inaccettabile che penalizza il nostro territorio e dimostra ancora una volta la scarsa attenzione della Giunta regionale verso i bisogni dei modenesi», aggiunge l’esponente di Fratelli d’Italia.
«In attesa di capire quale sarà il futuro di Seta, ciò che rimane sono corse tagliate, problemi di programmazione e un servizio sempre più inaffidabile, come denunciato non solo da Fratelli d’Italia ma anche le organizzazioni sindacali. Questo è il risultato delle scelte sbagliate della sinistra regionale e di chi oggi guida l’azienda», conclude Pulitanò.
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