Nidi di infanzia, nel distretto carpigiano accolte il 90% delle domande. Resta fuori una famiglia ogni dieci
A metà settembre, oltre il 90 per cento delle famiglie che hanno fatto domanda di iscrizione a un nido d’infanzia dell’Unione Terre d’Argine, in base a una graduatoria pubblica, ha ottenuto una risposta positiva.
Come annunciato durante l’estate e come avviene ogni anno, infatti, la situazione della risposta alle domande di iscrizioni ai nidi d'infanzia pubblici (comunali, in appalto e in convenzione) dell’Unione è progressivamente migliorata passando dal tasso di risposta del 71,69% di giugno al 90,74% attuale con un incremento del 19%. Un dato molto significativo, anche rispetto all’intero contesto provinciale, regionale e nazionale e alle richieste dell’Unione europea, in cui il nostro territorio è virtuoso anche rispetto al tasso di frequenza ai servizi per l’infanzia sui bambini residenti che supera il 47%.
Questo risultato è stato raggiunto grazie allo scorrimento delle liste di attesa e all’attivazione di nuovi posti nido, anche in convenzione.
Nel Comune di Campogalliano la risposta è stata del 100%, ma di fatto le graduatorie sono esaurite anche a Novi (con una copertura del 97,3%) e a Soliera (95,4%) dove rimangono solo 5 bambini complessivamente in lista di attesa (nascituri o di età inferiore ai 4 mesi).
A Carpi è stata data una significativa risposta pari all’88,32% (348 chiamati su 394 richiedenti e anche qui il dato è parzialmente influenzato da alcuni bambini in attesa perché ancora troppo piccoli per entrare nei servizi).
Sempre a Carpi, così come a Soliera e a Campogalliano, sono ancora disponibili circa trenta posti nido privati che potranno – almeno in parte - essere convenzionati con il pubblico.
“Avevamo promesso che la situazione, dopo l’avvio delle iscrizioni ai nidi, sarebbe migliorata notevolmente” - ha dichiarato la presidente dell’Unione e assessora con delega alle Politiche educative, Daniela Tebasti - “e così è stato, come accade ogni anno. I dati sono davvero molto positivi e pur con l’aggiornamento delle graduatorie pubbliche che avverrà dal 1° ottobre prossimo, è possibile prevedere una risposta ancora migliore nelle settimane e nei mesi a venire, grazie al nostro sistema integrato.
Siamo molto vicini alle “liste di attesa 0” sia per i residenti che per i non residenti che scelgono i nostri servizi. Questo obiettivo è alla nostra portata anche grazie al supporto dell’offerta privata, che presenta ancora posti disponibili e prevede più di venti nuove attivazioni tra novembre e dicembre. Vorrei sottolineare l’alta qualità di tutti i nidi d’infanzia che insistono sul nostro territorio, sia pubblici che privati, i quali prevedono un controllo e, in molti casi, anche convenzioni con il pubblico. È importante” – prosegue Tebasti - “anche rilevare che, grazie all’impegno della nostra Unione e alle agevolazioni regionali e statali, le rette sono contenute e, per le famiglie con ISEE inferiore a 26.000 euro, di fatto il nido è gratuito. Tutte le famiglie poi, indipendentemente dall’ISEE, possono godere del bonus INPS e delle agevolazioni regionali relative alla creazione di nuovi posti e all’abbattimento rette”.
I provvedimenti regionali hanno però una durata e un impatto limitati per territori come l’Unione che hanno già un alto tasso di bambini che frequentano i servizi della prima infanzia e, di conseguenza, sono considerati virtuosi e da sostenere in misura minore rispetto ad altri. “Per questo” – annuncia la presidente- “abbiamo chiesto alla Regione di rendere i sostegni strutturali, prevedendoli per almeno tre anni e ampliandoli anche ad amministrazioni che hanno già molti posti di nido pubblico o convenzionato: senza l’aiuto di Stato e Regione per i Comuni e i gestori risulterà infatti molto difficile sia mantenere l’attuale offerta, dopo anni di costante crescita, sia consolidare e sviluppare ulteriormente il nostro sistema 0-3 anni”.
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