Modena ricorda i caduti della Divisione Acqui: inaugurata una nuova lapide al Tempio dei Caduti
A 82 anni dal massacro di Cefalonia e Corfù, Modena rinnova la memoria dei suoi caduti e ribadisce l’impegno a custodire le radici della Resistenza italiana. La mattina del 13 settembre, presso il Tempio dei Caduti di piazzale Natale Bruni, è stata inaugurata una nuova lapide con incisi i nomi di 39 modenesi della Divisione Acqui, individuati grazie a un lavoro di ricerca promosso da Anmig Modena e condotto dallo storico Fabio Montella.
“Questa lapide dimostra che la memoria, come la storia, non è mai statica: è il frutto di studio, ricerca e continuo approfondimento – ha affermato il sindaco Massimo Mezzetti –. I nomi che oggi ricordiamo restituiscono identità a quei giovani che hanno sacrificato la vita per la libertà. Come Comune siamo orgogliosi di aver collaborato a questo risultato insieme ad Anmig”.
Con l’aggiunta dei nuovi nominativi, salgono a 152 i modenesi della Divisione Acqui caduti dopo l’8 settembre 1943. Di loro: 77 morirono in battaglia o furono fucilati dopo la resa, 14 annegarono nei naufragi provocati dalle mine durante i trasferimenti, 55 persero la vita nei campi di prigionia, mentre 4 non sopravvissero al rientro in patria a causa di ferite o malattie. Vi furono anche due storie particolari: un reduce cadde in Jugoslavia combattendo come partigiano, un altro morì per cause mai chiarite. Le loro vicende biografiche sono state raccolte in un supplemento del Notiziario Anmig, distribuito nel corso della cerimonia.

Non casuale la data scelta: il 13 settembre 1943 iniziò infatti la strage di Cefalonia. Gli ufficiali e i soldati della Divisione Acqui decisero quasi all’unanimità di non deporre le armi e di opporsi alle truppe tedesche. La reazione fu immediata e brutale, ordinata da Hitler in persona: entro il 22 settembre, quando i superstiti furono costretti ad arrendersi, circa 4.000 militari italiani erano già stati uccisi, molti dei quali sommariamente fucilati. Altri 1.500 perirono nell’affondamento delle navi che li trasportavano verso i campi di internamento.
La cerimonia si è aperta con la Santa Messa celebrata da don Marco Falcone, cappellano militare dell’Accademia di Modena. Dopo la benedizione della lapide e la deposizione della corona, si sono susseguiti gli interventi delle autorità: oltre al sindaco Mezzetti, erano presenti la consigliera regionale Maria Costi, il presidente della Provincia Fabio Braglia, la viceprefetta aggiunta Simona Piraino, il comandante dell’Accademia militare generale Stefano Messina, il presidente nazionale Anmig Claudio Betti, il vicepresidente dei Vigili del Fuoco di Modena Canio Fastiggi, la presidente Anmil Modena Marina Beneventi Merini, il presidente Anpi Modena Vanni Bugarelli e la presidente dell’Istituto Storico Ilaria Franchini, insieme a rappresentanti dei Corpi dello Stato e delle associazioni d’arma e combattentistiche.

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