Mirandola, il Commissariato rischia di perdere gli agenti appena arrivati, al denuncia di Patto per il Nord
COMUNICATO STAMPA
Mirandola, il Commissariato rischia di perdere gli agenti appena arrivati. Ghelfi Riad: “Servono soluzioni strutturali, non pezze temporanee. Con il federalismo fiscale i territori potrebbero garantire sedi adeguate e alloggi dignitosi per le forze dell’ordine”
La vicenda del Commissariato di Polizia di Mirandola dimostra, ancora una volta, come i problemi di sicurezza non si risolvano con interventi spot. Dopo l’arrivo a giugno di 11 nuovi agenti in prova, salutato con grande entusiasmo dagli amministratori locali, il rischio concreto è che già a inizio 2026 tutti i rinforzi lascino la città dei Pico grazie alle possibilità di trasferimento aperte dal decreto giubilare.
“È una situazione paradossale – dichiara Ghelfi Riad, coordinatore provinciale del Patto per il Nord Modena –: a Mirandola non serve un rinforzo di pochi mesi, ma una stabilità vera. La città non può permettersi di vivere di illusioni e di vedere rimpiazzati continuamente agenti in prova che non hanno alcun legame con il territorio. Le forze dell’ordine devono essere messe nelle condizioni di restare e lavorare bene”.
I nodi sono noti da tempo: sede commissariato ancora inadeguata dopo il sisma del 2012, carenza di alloggi a prezzi accessibili, turni pesanti per garantire il servizio notturno. Anche i 15mila euro stanziati dal Comune per sostenere gli affitti si sono rivelati insufficienti.
“Qui emerge il vero problema – prosegue Riad –: finché le risorse vengono centralizzate a Roma, i territori continueranno a mendicare briciole. Con un vero federalismo fiscale, se le tasse restassero di più sul territorio, le istituzioni locali potrebbero garantire sedi moderne, alloggi dignitosi e incentivi concreti per trattenere gli agenti. Così si rafforzano la sicurezza e la fiducia dei cittadini, non con interventi temporanei che svaniscono dopo pochi mesi”.
A intervenire anche Ori Daniele, responsabile organizzativo del Patto per il Nord Emilia:
“Questo non è un problema solo di Mirandola, ma di tutta la provincia e della nostra regione. Non si può pensare di garantire sicurezza se lo Stato continua a trattare i territori come periferie di serie B. Federalismo significa dare dignità e risorse alle comunità locali, permettendo loro di costruire servizi stabili. Solo così potremo avere commissariati adeguati e forze dell’ordine motivate a restare sul territorio”.
Il Patto per il Nord Modena ed Emilia chiede quindi che il Governo e la Regione si assumano le proprie responsabilità, avviando una riforma che dia ai territori più autonomia e più risorse. Solo così Mirandola e tutta l’Area Nord potranno avere un presidio di sicurezza stabile, all’altezza delle esigenze della comunità.
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