La Notte della Ricerca Unimore si conferma un successo: quasi 5mila i visitatori
MODENA - La Notte della Ricerca di Unimore, l’evento che ogni anno trasforma le città di Modena, Reggio Emilia e Mantova in grandi laboratori aperti a tutti con attività gratuite, coinvolgenti e pensate per un pubblico di tutte le età, si conferma un appuntamento estremamente attrattivo. Lo testimoniano i numeri: circa 5mila visitatori e oltre 700 ricercatori impegnati nelle postazioni dimostrative.
Dalle esperienze immersive tra paesaggi geomorfologici e simulazioni sui cambiamenti climatici alla valutazione del rischio cardiovascolare con screening cardiologici gratuiti, dal progetto EduCare, che propone un nuovo approccio alla formazione e alla ricerca dando voce a pazienti e caregiver, fino all’Associazione Alumni Unimore, presente con uno spazio di confronto con ex studenti che hanno trasformato la formazione universitaria in progetti imprenditoriali concreti: queste sono solo alcune delle proposte che hanno animato i Complessi San Geminiano e San Paolo di Modena. Come di consueto, non è mancata la possibilità di accedere all’Osservatorio Geofisico di Unimore, situato nella Torre di Levante del Palazzo Ducale.
Tra le novità dell’edizione 2025, l’apertura straordinaria dell’Orto Botanico di Unimore, con visite guidate notturne ogni ora fino alle 23.00.
A Reggio Emilia il filo conduttore è stata l’innovazione digitale, declinata in molteplici ambiti: i visitatori hanno potuto esplorare laboratori di robotica, intelligenza artificiale e digitalizzazione, sperimentare ambienti immersivi, costruire un Digital Twin – la copia virtuale 3D di un oggetto reale – e interagire con robot intelligenti.
A Mantova, invece, i partecipanti hanno sperimentato la robotica avanzata in ambienti virtuali, osservato in azione robot collaborativi e veicoli autonomi, scoperto le potenzialità dei materiali intelligenti come cristalli ottici e polimeri riciclabili e approfondito l’elettronica organica applicata all’IA. La biodiversità acquatica è stata esplorata al microscopio, attraverso l’osservazione di organismi che popolano le acque dolci, preziosi bioindicatori della salute degli ecosistemi.
La Notte della Ricerca si conferma un’occasione straordinaria per avvicinarsi alla scienza in modo semplice e divertente e per incontrare le persone che ogni giorno lavorano per trasformare le scoperte scientifiche in opportunità concrete per la società.
Leggi anche: Torna la Notte della Ricerca di Unimore: venerdì 27 settembre a Modena, Reggio Emilia e Mantova
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