Corre per 24 ore per chiedere alla compagna di sposarlo
174 chilometri con oltre 10mila metri di dislivello percorsi in 24 ore e 39 minuti. È l’incredibile impresa compiuta dal sanfeliciano Marco Bellini, che il 29 agosto ha partecipato all’Ultra Trail du Mont Blanc a Chamonix, una massacrante competizione di corsa in montagna che ha visto gareggiare quasi 2.500 atleti provenienti da tutto il mondo. Per noi miseri mortali una follia, ma le grandi imprese, si sa, sono fatte anche di questo.
L’Ultra Trail du Mont Blanc, che nel 2025 è giunta alla 22ma edizione, è una gara estenuante, con una pendenza media del terreno tra il 13% e il 15% e con punte del 35-40%. Basti pensare che uno dei tratti più temuti del percorso, la salita da Trient a Les Tsappes, ha una pendenza media del 32% per quasi 2 chilometri. Bellini quei 2 chilometri li ha percorsi in 35 minuti, definendoli “i 35 minuti più lunghi della mia vita”.
Leggi anche l'articolo sui precedenti risultati di Marco Bellini
Poteva il meteo essere favorevole durante una corsa così dura? Naturalmente no: freddo, pioggia, grandine e neve hanno massacrato senza pietà gli atleti, mettendo alla prova il loro equilibrio soprattutto nelle discese. “Forse non tutti lo sanno, ma queste condizioni ambientali rendono molto difficile nutrirsi in modo adeguato – spiega Bellini – È il problema più grande in queste competizioni: non riesci a mangiare in modo corretto e questo provoca seri disagi fisici, come è capitato a me nelle ultime 16 ore della competizione. Questi problemi sono la principale causa di ritiro nelle ultra trail”.
Infatti, dei 2.492 atleti presenti ai nastri di partenza, ben 829 (un terzo del totale) hanno rinunciato a completare il percorso. Bellini ha pensato più volte di seguire il loro esempio, ma stringendo i denti è arrivato al traguardo, primo tra i concorrenti italiani e 39mo tra tutti. A vincere la competizione è stato il britannico Tom Evans, con 19 ore e 19 minuti circa, seguito dallo statunitense Ben Dhiman (19 ore e 51 minuti).
Cosa ha motivato Marco a non mollare, oltre alla semplice voglia di vincere la sfida? La consapevolezza che la sua compagna Alessandra lo stava guardando. Arrivato al traguardo l’atleta sanfeliciano ha mostrato una maglietta con la scritta ‘Ale… Mi vuoi sposare?’. “Portavo con me quella maglietta dal 2024, ma Alessandra non riusciva mai a venire alle gare in cui l’avrei voluta indossare – racconta Marco Bellini – Al 130mo chilometro ero intenzionato al ritiro, ma questa maglietta e la vicinanza di Alessandra mi hanno spinto a proseguire”.
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