Armi destinate ad Israele bloccate a Ravenna, AVS: “Il Governo prenda esempio”
BOLOGNA - Non si ferma la polemica sui due container di esplosivi diretti a Haifa in Israele, che sono stati bloccati al porto di Ravenna dai lavoratori portuali e dall'azione congiunta di Comune, Provincia di Ravenna e Regione".
Nonostante il ministro degli Esteri Antonio Tajani abbia dichiarato che "Non sono munizioni italiane", le armi sono bloccate a Ravenna.
Ora, sulla vicenda arriva una nota del Gruppo consiliare Alleanza Verdi Sinistra – Coalizioni Civiche - Possibile.
Il caso dei container di esplosivi bloccati al porto di Ravenna è un segnale inquietante di come il governo Meloni gestisce la questione del transito di armi in Italia.
Mentre portuali ed enti locali hanno agito corresponsabilità, impedendo l’ingresso del carico, dal ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivata una risposta sconcertante: «non si tratta di armi italiane».
Come se questo bastasse a scaricare l’Italia da ogni responsabilità. Ma davvero possiamo accettare che il governo si dichiari estraneo a ciò che accade nei nostri porti solo perché le armi non sono prodotte in Italia?
Dire “non sono armi italiane” significa di fatto sostenere che lo Stato non è tenuto a sapere né a controllare se esplosivi diretti in una zona di guerra transitano sul nostro territorio.
È un atteggiamento irresponsabile, che lascia due scenari possibili e gravissimi: o il governo non controlla ciò che accade nei nostri terminal, permettendo la circolazione indisturbata di carichi bellici, oppure finge di non sapere, coprendo traffici diretti a Israele. E qui non possiamo dimenticare ciò che ha affermato l’ONU: Israele è coinvolto in un genocidio a Gaza. Consentire che armi ed esplosivi passino indisturbati dall’Italia verso quel conflitto equivale a una forma di complicità politica e morale. Se le parole di Tajani fossero prese alla lettera, significherebbe che armi e munizioni possono transitare liberamente senza alcuna trasparenza, con il rischio che finiscano non solo a Tel Aviv ma, in teoria, anche in mani ben peggiori. Ed è ancor più ipocrita che questo avvenga da parte di un governo che si riempie la bocca con la parola “sicurezza” e poi lascia passare esplosivi nei nostri porti senza esercitare alcun controllo.
Questa vicenda dimostra anche l’importanza di mantenere pubbliche le infrastrutture strategiche: se il porto di Ravenna non avesse avuto una forte presenza pubblica, oggi probabilmente non sapremmo nulla di questi carichi. La sicurezza vera l’hanno garantita gli enti locali e i lavoratori, non il governo.
Per queste ragioni insieme ai nostri parlamentari chiederemo al governo che chiarisca immediatamente quanti carichi simili siano transitati, con quali autorizzazioni e quali misure intenda adottare per impedire che episodi di questo tipo si ripetano. E annunciamo fin da ora che chiederemo al nostro gruppo parlamentare di portare la questione in Aula: il governo deve riferire davanti al Paese, perché la sicurezza, la pace e la legalità non possono essere sacrificate sull’altare dell’opacità e della complicità bellica.
Leggi anche: San Felice, tante persone in piazza per il sit-in per Gaza
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Infortuni, il giuslavorista: 'Modello 231 efficace per mappare zona grigia di appalti e subappalti"
































































