A Modena i DIG Awards 2025: trionfano le inchieste su Siria, Haiti e Tigray
A Modena i DIG Awards 2025: trionfano le inchieste su Siria, Haiti e Tigray. Durante la serata di premiazione che si è svolta ieri nella suggestiva cornice della Chiesa di San Carlo a Modena, condotta dai giornalisti del direttivo di DIG Alberto Nerazzini, Valerio Bassan e Philip Di Salvo, sono stati annunciati i vincitori dei DIG Awards 2025. Si tratta dei riconoscimenti dedicati ai migliori lavori di giornalismo investigativo – documentari, reportage e podcast – scelti tra oltre 400 candidature arrivate da tutto il mondo.
Fin dalla sua nascita, il DIG Festival si è affermato come punto di riferimento internazionale per il giornalismo d’inchiesta audiovisivo, premiando tanto i freelance quanto i grandi network come Guardian, BBC, Al Jazeera, Le Monde e altri.
I vincitori delle principali categorie
Nella sezione Investigative Long (documentari sopra i 40 minuti), il premio è andato a Surviving Syria’s Prisons di Sasha Joelle Achilli e Sara Obeidat per la BBC. L’opera racconta l’orrore dei desaparecidos siriani – oltre 100mila persone scomparse sotto il regime di Bashar al-Assad – e porta sullo schermo le voci dei sopravvissuti e persino dei carnefici, in una ricerca di verità e giustizia che la giuria ha definito “coraggiosa e necessaria”.
Il riconoscimento Reportage Long è stato assegnato a Haiti: The Iron Grip of the Gangs di Catherine Norris Trent e Roméo Langlois per France24. Il lavoro documenta la quotidianità disperata di milioni di abitanti di Port-au-Prince, intrappolati nella spirale di violenza delle bande criminali che controllano il Paese.
Per la categoria Investigative Medium (15-40 minuti), a imporsi è The Minister’s Millions di Adrian Gatton per Al Jazeera. L’inchiesta smaschera l’enorme patrimonio accumulato dall’ex ministro del Bangladesh Saifuzzaman Chowdhury, a dispetto del suo stipendio modesto, grazie a un lavoro sotto copertura giudicato “esempio di giornalismo d’impatto immediato”.
Il premio Reportage Medium è andato a Tigray: Rape as a Weapon, di Marianne Getti e Agnès Nabat, distribuito da Arte Reportage. Il documentario affronta il dramma delle violenze sessuali usate come arma di guerra nella regione etiope, raccontando la resistenza e l’impegno di donne che curano e sostengono le vittime.
Tra i corti, la vittoria è stata per India’s Opioid Kings di Richard Wyllie e Stephanie Stafford (BBC Africa Eye, BBC News), che svela il traffico di oppioidi dall’India verso l’Africa occidentale, definito “un campanello d’allarme sanitario globale”.
Nella sezione Audio e Podcast ha primeggiato Buried: The Last Witness di Dan Ashby e Lucy Taylor per BBC Radio 4, che indaga i danni ambientali causati dai policlorobifenili nel Regno Unito, trasformando una questione tecnica in una narrazione umana e coinvolgente.
Premi speciali e riconoscimenti
Il DIG Pitch “Matteo Scanni”, con un finanziamento fino a 15mila euro per lo sviluppo di un nuovo progetto investigativo, è stato assegnato a A Newborn di Giovanni Culmone e Matteo Garavoglia, premiato per indipendenza, originalità e coraggio narrativo.
La giuria ha inoltre conferito un Premio Speciale a The Night Won’t End, un’opera che racconta la tragedia vissuta da famiglie palestinesi a Gaza, riconosciuto come un film unico nel documentare una delle crisi più oscure e silenziate degli ultimi anni.
La giuria e il Watchdog Award
Presieduta da Edwy Plenel, la giuria 2025 ha riunito nomi di spicco del giornalismo internazionale, da Manisha Ganguly del Guardian a Gabriela Manuli dell’International Press Institute, fino ad Anabel Hernandez, simbolo dell’inchiesta in Messico, e al fotoreporter Fabio Bucciarelli.
Infine, il prestigioso Watchdog Award, dedicato ogni anno a chi incarna i valori e la resilienza del giornalismo, è stato assegnato simbolicamente ai reporter palestinesi di Gaza. A ritirarlo Mohammed Abed, storico fotoreporter di AFP, e Jonathan Dagher di Reporters Without Borders. Un tributo alla memoria di chi ha perso la vita per documentare e alla forza di chi continua a farlo, nonostante tutto.

Un'immagine da "Haiti: The Iron Grip of the Gangs" che ha vinto nella categoria Reportage Long
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