Si fingeva un altro per chiamare al lavoro e avere informazioni sulla ex fidanzata, giovane denunciato per stalking
CONCORDIA E DINTORNI- Una 25enne ha denunciato il suo ex compagno per stalking. Si tratta di una delle molte, troppe testimonianze di donne che chiedono soccorso al Centro antiviolenza della Bassa modenese che ha sede a Medolla e dà assistenza alle donne vittime di soprusi residenti nella Bassa modenese, nei Comini di Mirandola, Medolla, San Felice sul Panaro, Finale Emilia, Camposanto, San Prospero Concordia e San Possidonio. Tutto inizia quando la giovane, Maria che vive a Concordia (nome inventato per tutelarne la privacy), decide di lasciare l’ex ragazzo a causa del suo comportamento eccessivamente geloso e possessivo. Nonostante la rottura, il giovane non aveva accettato quella decisione e aveva iniziato a perseguitarla con messaggi ossessivi, chiamate continue e insulti.
Stando al racconto di lei, l’ex arrivava a contattarla parecchie decine di volte ogni giorno, tra messaggi e chiamate. “Dove sei? Cosa fai? Con chi sei?” questo il tono dei messaggi, molti conditi anche con varie offese. Peggio ancora, l’uomo le faceva la posta sotto il luogo di lavoro e a volte la sorprendeva al supermercato, verosimilmente dopo averla pedinata. A volte si fingeva un’altra persona e telefonava agli uffici presso i quali lavorava Maria per ottenere informazioni su di lei. Dopo la denuncia presentata alle autorità, il ragazzo ha finalmente smesso di tormentarla, dimostrando come l'intervento legale possa rappresentare una svolta decisiva in situazioni di stalking.
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La storia di Maria, purtroppo, non rappresenta un caso isolato nella Bassa modenese, dove sempre più donne trovano il coraggio di denunciare. Nei primi sei mesi del 2025, il Centro antiviolenza locale ha preso in carico oltre 50 donne, un dato che segue una tendenza preoccupante: nel 2024 se ne contavano 73 e nel 2023 erano state 66. Molte denunciano soprattutto violenza psicologica, una forma di maltrattamento particolarmente insidiosa perché più difficile da riconoscere e dimostrare rispetto a quella fisica, ma ugualmente devastante nelle sue conseguenze.
Per fortuna oggi le donne della Bassa possono contare su servizi specializzati. Il Centro antiviolenza dell'Unione Comuni Modenesi Area Nord, nato dalla collaborazione tra la Cooperativa sociale Gulliver e l'Associazione Donne in Centro, è un punto di riferimento cruciale in questo senso. Con sedi a Medolla (in via Milano 4), nel municipio di Mirandola e presso il Maf di Finale Emilia, la struttura offre un servizio gratuito e accessibile a tutte. Per chi cerca aiuto, è possibile scrivere a sportelloascolto2020@libero.it o contattare il numero 370 3068286.
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Il caso di Maria mostra chiaramente come la violenza psicologica possa essere spaventosa quanto quella fisica. Quello che era iniziato come un rapporto caratterizzato da eccessiva gelosia si è trasformato in un incubo quotidiano di controllo e persecuzione, una dinamica che molte donne riconoscono purtroppo come familiare. I centri antiviolenza offrono non solo sostegno psicologico e legale, ma anche la possibilità di ricostruire la propria vita libere dalla paura. La storia di Maria, con il suo finale di denuncia e rinascita, rappresenta un monito, ma anche un messaggio di speranza per tutte coloro che si trovano in situazioni simili.
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