Sequestrato il canale YouTube del trapper Musta Rè: i contenuti delle canzoni inneggiano alla violenza
Stefania Ascari, la deputata emiliana eletta nella lista dei 5 Stelle ha presentato un'interrogazione al Ministro dell’Interno, al Ministro della Giustizia, al Ministro della Cultura, in merito alla vicenda del canale YouTube del trapper italo-egiziano Musta Rè che è stato sequestrato poiché i contenuti delle canzoni inneggiano alla violenza.
"Nonostante il sequestro - spiega Ascari - alcuni brani sono ancora accessibili".
Ascari, ha quindi deciso di presentare un'interrogazione ai Ministri interessati per capire se siano a conoscenza della circostanza.
Ecco il testo dell'interrogazione.
Al Ministro dell’Interno, al Ministro della Giustizia, al Ministro della Cultura.
Per sapere – premesso che:
-La Corte di Cassazione ha recentemente confermato il sequestro del canale YouTube e degli indirizzi web riconducibili al trapper Musta Rè, accusato di istigazione a delinquere;
-Secondo il tribunale del Riesame di Piacenza, i contenuti delle canzoni pubblicate dall’indagato «inneggiano in maniera inequivoca alla violenza, anche armata, quale metodo di risoluzione delle controversie e allo spaccio di stupefacenti quale attività principale, attraverso la quale procacciarsi i mezzi di sussistenza»;
-Nonostante la conferma del sequestro da parte della Suprema Corte, alcuni brani del trapper risulterebbero ancora accessibili in rete, diffusi attraverso piattaforme e canali alternativi, con il rischio che continuino a veicolare messaggi di istigazione alla violenza e al crimine, soprattutto verso i più giovani;
-Tali contenuti, diffusi senza filtri e facilmente fruibili online, contribuiscono a legittimare modelli di comportamento pericolosi, in particolare in contesti già segnati da disagio sociale e criminalità organizzata;
Si chiede di sapere:
1. se i Ministri interessati siano a conoscenza della circostanza per cui alcuni brani del trapper Musta Rè risulterebbero ancora accessibili in rete, nonostante il sequestro disposto dal tribunale e confermato dalla Cassazione;
2. quali urgenti iniziative si intendano adottare per assicurare l’effettiva rimozione di tali contenuti da tutte le piattaforme digitali e social, in modo da impedire la prosecuzione della loro diffusione;
3. se non ritengano necessario rafforzare la cooperazione con le piattaforme online per garantire la tempestiva e completa esecuzione dei provvedimenti giudiziari di sequestro e oscuramento, evitando che contenuti che inneggiano alla violenza e allo spaccio continuino a circolare liberamente;
4. quali azioni si intendano promuovere, anche sul piano culturale ed educativo, per contrastare la diffusione di modelli devianti che legittimano comportamenti criminali e pericolosi per i giovani.
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