San Martino Spino, Mirandola Verde: “No al fotovoltaico in zona Portovecchio”
Nel mese di giugno è stato pubblicato un bando, con scadenza prevista per ottobre, riguardante la concessione di ampi terreni destinati all'installazione di impianti fotovoltaici. Questo bando, denominato Energia 5.0, è stato elaborato e diffuso dalla Difesa Servizi Spa, una società in house del Ministero della Difesa, e prevede la concessione pluriennale di numerosi siti appartenenti al demanio militare*:
Tra di essi figura Portovecchio, situato nella frazione di San Martino Spino, il che solleva serie preoccupazioni per la tutela del patrimonio naturale e storico locale.Il rischio è significativo per gli alberi centenari della zona, tra cui il suggestivo viale lungo un chilometro adornato da un doppio filare di platani secolari, il monumentale frassino del magazzino cereali, uno dei più grandi esemplari di Fraxinus excelsior della Regione Emilia-Romagna, con una circonferenza del tronco di ben 4,55 metri e altri esemplari di valore ecologico e culturale.Inoltre, il rischio coinvolge anche edifici di rilevanza storica e beni patrimoniali della frazione, che rappresentano un'importanza non solo locale ma regionale. Il Palazzo Portovecchio, per esempio, l’unica residenza dei Pico giunta fino a noi, casino di caccia seicentesco poi ampliato nel Settecento dai Marchesi Menafoglio e, infine, dal 1883 sede della Direzione del V Centro di Deposito e Allevamento Quadrupedi per l’Esercito.La zona, vincolata dalla Soprintendenza delle Belle Arti di Bologna, negli scorsi anni ha ottenuto un riconoscimento significativo grazie al lavoro del Comitato Salviamo Portovecchio, di volontari, cittadini e associazioni. Grazie al loro impegno, il sito è stato dichiarato Luogo del Cuore dal FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) con oltre tremila voti, posizionandosi come il più votato nella provincia di Modena. Questo straordinario risultato rappresenta un successo simbolico per Mirandola e per tutta la comunità.
I cittadini di San Martino Spino nutrono molteplici preoccupazioni, comprensibili e condivisibili, poiché percepiscono a rischio un luogo che hanno sempre avuto a cuore e che, con le dovute attenzioni e cure, potrebbe trasformarsi in una preziosa risorsa ambientale, storica e culturale. Tale sito avrebbe il potenziale di attrarre visitatori grazie alla sua vicinanza ad altre aree di interesse, come i Barchessoni, che del Centro Quadrupedi/della tenuta facevano originariamente parte, e alla sua accessibilità tramite percorsi ciclabili che si snodano nelle Valli Mirandolesi.Il bando potrebbe provocare un cambiamento radicale, mettendo i cittadini di Mirandola davanti a un panorama che rischia di trasformarsi completamente rispetto a quello a cui sono legati e che conoscono. Inoltre, si profila la possibilità che un altro luogo di rilevante valore storico e culturale venga ridotto a semplice prodotto da commercializzare nel convulso mercato delle energie rinnovabili.
*Su questo i cittadini di San Martino Spino stanno cercando di fare chiarezza visto che, a quanto pare, il sito che riguarda il bando appartiene all’Agenzia del Demanio (civile) che ne affitta una parte ad un agricoltore (anche su questo ne parleremo visti i recenti tagli di alberi...) e l’altra è data in gestione al Ministero della Difesa. Il bando dei pannelli fotovoltaici riguarda questa seconda parte.
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