Rimini, confermato lo sciopero dei bagnini per sabato 9 agosto
RIMINI - Confermato per sabato 9 agosto lo sciopero dei bagnini di salvataggio sul litorale della provincia di Rimini, con tanto di corteo di protesta sul lungomare cui sono invitati a partecipare cittadini e turisti.
Ma nei fatti saranno costretti a starsene in torretta, come durante un normale giorno di lavoro.
Infatti, come spiega il sindacato Filcams-Cgill, che intende impugnare i provvedimenti adottati dalla Prefettura di Rimini, la mobilitazione viene confermata malgrado la precettazione per circa 200 lavoratori.
La motivazione alla base dello sciopero riguarda la sicurezza nella pausa pranzo.
Per salvataggi e sindacato sarebbe carente perché, stando all’ordinanza vigente, il servizio va garantito con un’alternanza del personale, lasciando di volta in volta al collega uno specchio di mare da ‘coprire’ largo 300 metri, quando le torrette si trovano ogni 150 metri. Difficile e rischioso, per la Filcams, coprire un’area di mare simile.
Il paradosso, rileva l’associazione dei salvataggi, è che il servizio minimo richiesto durante lo sciopero è doppio rispetto a quello che l’ordinanza li obbliga a fare in pausa pranzo. “Gli effetti della precettazione, non derogano paradossalmente i 300 metri da vigilare nelle ore centrali della giornata – spiegano dalla Filcams Cgil -. Nonostante la Commissione sciopero imponga 150 metri di specchio d’acqua da sorvegliare per garantire il servizio pubblico essenziale, sabato in pausa pranzo saranno comunque 300, perciò non sarà salvaguardato il limite minimo imposto dalla norma. Una vera e propria contraddizione determinata dal fatto che la Capitaneria ha imposto un sistema senza adeguato confronto con lavoratori e imprese. A riprova che questo sistema di vigilanza sia da superare già a partire dal 2026”.
La Filcams solleva più di un dubbio sulle modalità della precettazione. “La legge 146/1990 che regolamenta gli scioperi nei servizi pubblici essenziali avrebbe imposto la precettazione con dei tempi molto stringenti, entro martedì 5 agosto. Così non è stato: la precettazione è stata notificata senza il rispetto dei termini previsti dalla norma, ossia solo mercoledì 6 agosto e le imprese hanno inviato le comunicazioni di legge il giorno successivo. Per queste ragioni Filcams Cgil impugnerà i provvedimenti di precettazione adottati dalla Prefettura e dalle imprese, riservandosi altresì di tutelare legalmente le prerogative sindacali e dei lavoratori lese”.
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