Poesia Festival, gli appuntamenti dal 1° al 4 settembre
TERRE DI CASTELLI - Proseguono gli appuntamenti della XXI° edizione del Poesia Festival 2025.
Ecco gli appuntamenti dal 1° al 4 settembre.
LA MUSICA E LE PAROLE DI NEIL YOUNG RACCONTATE A SAN CESARIO SUL PANARO
Lunedì 1 settembre, nel Parco di Villa Boschetti (tensostruttura) a San Cesario sul Panaro alle 21:00, una serata dedicata alla straordinaria vita del poeta e cantautore canadese Neil Young, artista sensibile e tormentato, anticonformista e sperimentale, che ha incarnato l’anima del rock con la sua vita e le sue canzoni. A celebrarne i suoi più grandi successi Giancarlo Frigeri (voce, chitarra), Claudio Luppi (voce, chitarra, tastiere), Pierluigi Lanzillotta (batteria), Fabio Vecchi (basso), Luca Giovanardi (voce, chitarra). Con la direzione artistica di Nicola Caleffi (Julie’s Haircut), una testimonianza di Luca Parmiggiani e le letture di Nicola Bortolotti.
Cantautore canadese (Toronto 1945), artista eclettico in bilico tra folk e rock, Neil Young ha marchiato a fuoco la storia del rock con le sue ballate dolenti, le sue cavalcate elettriche e le sue songs acustiche. Non c'è genere musicale che “il solitario di Topanganon” non abbia esplorato: questa smania di rinnovamento continuo lo ha portato spesso a tornare indietro nel tempo e a recuperare le sue radici musicali, così come ad abbracciarne di nuove. Dal garage-punk di Rust Never Sleeps al rock'n'roll anni Cinquanta di Everybody's Rockin', dal techno-pop di Trans al soul blues di This Note's For You, dall'hard rock acido di Reactor al mai dimenticato country di Old Ways. In Neil Young le diversità sonore sono un perfetto specchio della sua personalità altalenante, tra paranoie personali e felicità di esistere, ansie metropolitane e solitudini agresti, ossessioni politiche e drammi privati, paura del palcoscenico e serena accettazione del proprio ruolo di rocker.
Tra i suoi album: Harvest (1972), Tonight's the night (1975), Rust never sleeps (1979), Ragged glory (1990), Praire wind (2005), Le noise (2010), Americana e Psychedelic pill, entrambi del 2012, A letter home e Storytone, entrambi del 2014, The Monsanto years (2015), Earth e Peace Trail, entrambi del 2016, Colorado (2019) e Homegrown (2020).
I Julie's Haircut sono un gruppo rock italiano nato nel 1994 a Sassuolo, in provincia di Modena, inizialmente sotto la prima formazione di tre elementi: Nicola Caleffi, chitarra e voce; Luca Giovanardi, batteria e voce; Laura Storchi, basso e voce. Per buona parte della metà degli anni '90, la band registra svariati demo e prende parte a numerose esibizioni dal vivo dei locali della loro zona. Nel 1995, Luca Giovanardi diventa il secondo chitarrista della band, con l'entrata in scena di Giancarlo Frigieri alla batteria, due anni dopo sostituito da Roberto Morselli. Nel 1998 la band segna un contratto con l'etichetta bolognese della GammaPop Records. Fabio Vecchi è musicista dei Julie's Haircut; Claudio Luppi e Pierluigi Lanzillotta sono membri del gruppo Pip Carter And The Deads.
Classe 1972, Nicola Bortolotti si diploma come attore nel 1995 alla Scuola di Teatro del Teatro Stabile di Torino diretta da Luca Ronconi e si perfeziona poi con Nikolaj Karpov, Valerio Binasco, Marco Baliani, Danio Manfredini, Antonella Bertoni. Dalla stagione 2010-2011 lavora con Emilia-Romagna Teatro partecipando a La resistibile ascesa di Arturo Ui (regia di Claudio Longhi, coprodotto dal Teatro di Roma) e a Il ratto d'Europa (2013 e 2014, co-produzione Emilia-Romagna Teatro Fondazione e Teatro di Roma). È stato formatore per il progetto di alta formazione artistica, promosso da ERT Fondazione, Accademia Filarmonica di Bologna e CUBEC Accademia di Belcanto di Mirella Freni.
TRE APPUNTAMENTI AL PARCO DELLA POESIA DI VIGNOLA
Da martedì 2 a giovedì 4 settembre una tre giorni di appuntamenti pomeridiani al Parco della Poesia di Vignola (Villa Trenti – Biblioteca Auris): brevi lezioni poetiche seguite dalla presentazione di libri appena usciti, con DJ set e aperitivo poetico in conclusione.
Martedì 2 settembre alle ore 18:00 Marco Bini legge e racconta Nazim Hikmet, il “rivoluzionario romantico”, uno dei più importanti poeti dell'epoca moderna; segue alle ore 18:45 la presentazione del libro “La disisperanza” (Interno Versi, aprile 2025) di Elio Tavilla, in dialogo con Marco Bini ed Elena Grazioli. A seguire, DJ SET con aperitivo poetico.
Nato a Salonicco nel 1902, Nazim Hikmet è considerato tra le voci più importanti della letteratura del Novecento e primo tra gli scrittori turchi ad aver utilizzato il verso libero. La sua poesia è al contempo un richiamo al rispetto della vita e della libertà individuale e un monito contro l’ignoranza, la violenza, l’odio e contro tutto ciò che ha minacciato la dignità dell’uomo nel corso della Storia. Nonostante nel suo Paese sia stato condannato per l’adesione al marxismo e sia rimasto anche dopo la sua morte una figura controversa, è forse il poeta orientale più amato e tradotto in Europa e nel mondo.
Elio Tavilla (Messina 1957) è docente di Storia del diritto presso l’Università di Modena e Reggio Emilia. Ha pubblicato 24 poesie (edizione privata, Messina, 1980), Il cubo e l’assenza, con prefazione di Maria Luisa Spaziani (Premio internazionale per l’inedito “Eugenio Montale” 1983; Società di Poesia, Milano, 1984), Concetti semplici, con prefazione di Rosita Copioli (Prova d’Autore, Catania, 1989; finalista al premio Alfonso Gatto 1989), Piccola antologia (I Quaderni di Rossopietra, Modena, 1990), Fiori & Configurazioni, con postfazione di Salvatore Jemma (Quaderni del Masaorita, Bologna, 1996, 100 copie numerate a mano), L’amore di due, con postfazione di Alberto Bertoni (Book Editore, Castel Maggiore, 1999; Premio Dario Bellezza 2000; finalista al Premio San Pellegrino Terme 2000), La cometa, con nota introduttiva di Giampiero Neri e postfazione di Emilio Rentocchini (Gallo&Calzati editori, San Giovanni Persiceto, 2005; Premio Sandro Penna 2005), La gravità terrestre (Musicaos, Neviano, 2020). È stato fondatore e redattore de Gli immediati dintorni. Rassegna di poesia contemporanea, di Frontiera. Rivista di scritture contemporanee e di Radio Frontiera. Audiorivista di voci e scritture.
Mercoledì 3 settembre alle ore 18:00 l’attrice Donatella Allegro legge e racconta Nella Nobili, poetessa bolognese riconosciuta come una delle voci più autentiche e sconosciute della letteratura proletaria e della poesia del XX secolo. Segue alle 18:45 la presentazione di “Quasi un’autobiografia” (2025) di Alberto Ronchi, in dialogo con Roberto Alperoli. Al termine, DJ SET con aperitivo poetico.
Nella Nobili, giovanissima poetessa-operaia, nasce nel 1926, in pieno fascismo, da una famiglia di umili origini. Appena dodicenne comincia a lavorare in un laboratorio di ceramica e poi, dal 1940, come soffiatrice di vetro in una fabbrica di medicinali: l’esperienza durissima del lavoro in fabbrica la segnerà profondamente, tanto da ritornare costantemente nella sua opera poetica. Nell'immediato dopoguerra entra in contatto con gli ambienti artistici e letterari della città: conosce il pittore Aldo Borgonzoni, frequentando assiduamente il suo studio, e Giuseppe Galassi, direttore del Giornale della Sera. Incontra Giorgio Morandi, al quale dedicherà la poesia Paesaggio 1926. Frequenta la casa di Renata Viganò e Antonio Meluschi, dove si raccolgono intellettuali come Pier Paolo Pasolini e Sibilla Aleramo, ex partigiani, studenti. Nel Caffé Zanarini in piazza Galvani, allora luogo di incontro degli attivisti di sinistra, conosce Enrico Berlinguer, futuro segretario del Partito Comunista. Nel 1949 parte per Roma, dove le sue poesie, pubblicate in quell'anno da Tosi e Danzi, riscuotono grande interesse. Nel 1953 decide di trasferirsi a Parigi. Negli anni Sessanta vedono alla luce le sue prime poesie in francese: pubblica Le Sommeil de la raison engendre des monstres (1970), Les femmes et l'amour homosexuel (con la compagna Edith Zha, 1979), Histoire d'amour (1980). Intanto vive ai margini, avviando con alcune amiche un piccolo commercio di collanine, anelli e souvenir.
Alberto Ronchi (Ferrara 1961) è laureato in filosofia. Ha svolto diversi mestieri: operaio, operatore culturale, amministratore pubblico. Attualmente è un insegnante. Ha pubblicato due piccoli libri di poesia: Catastrofi naturali (2017) e Anni meravigliosi (2019), entrambi nella Collana fotocopie, editi da Modo Infoshop di Bologna.
Donatella Allegro, attrice e regista teatrale bolognese che ha collaborato con la Compagnia del Teatro dell'Argine e con ERT- Emilia-Romagna Teatro Fondazione, oltre a realizzare numerose produzioni che affrontano temi di genere e di rilevanza sociale.
Giovedì 4 settembre gli appuntamenti di “Poesia al Parco” terminano con una lezione sul poeta greco Konstantinos Kavafis, considerato uno dei più grandi poeti moderni, tenuta da Federico Carrera. Seguono due presentazioni: “È stato un giorno lunghissimo. Poesia per Alberto Bertoni” (Incontri, 2025), curato da Federico Carrera ed Elena Grazioli, che raccontano la genesi dell’antologia; “E così sia” (Book Editore Poesia, 2025), di Enrico Trebbi, in dialogo con Alberto Bertoni per l’occasione. Al termine, DJ SET con aperitivo poetico.
Greco di origini, ma nato e vissuto ad Alessandria d’Egitto, Konstantinos Kavafis si pone idealmente all’incrocio tra la moderna poesia europea e l’immaginario della classicità ellenica. Per il suo acuto scetticismo, fu accusato di attaccare i tradizionali valori della cristianità e del patriottismo, anche se non sempre si trovò a suo agio nel ruolo di anticonformista. Nelle 154 liriche che ci ha lasciato, Kavafis è riuscito a rievocare le contraddizioni della storia, si è posto questioni filosofiche e ha creato una precisa anatomia del desiderio. Il linguaggio particolarmente evocativo, velato di ironia e di richiami al parlato unito a una straordinaria capacità di coniugare il proprio vissuto e fatti del passato, ne fanno una delle voci più intense della poesia Europea di ogni tempo.
Federico Carrera (Modena, 2000) studia Lettere Classiche all’Università di Bologna. Appassionato di cinema, ha realizzato diversi cortometraggi e mediometraggi, pubblicati sul suo canale YouTube. Nel gennaio 2019 pubblica la sua prima plaquette di versi, Frammenti di noia (Edizioni Effetto). Nel settembre dello stesso anno pubblica anche Accontentarsi delle briciole (Gli Elefanti), una raccolta di racconti brevi, scritta a quattro mani con Francesco Malavasi. Dal 2019 è apparso in alcune pubbliche letture organizzate dal Poesia Festival delle Terre dei Castelli, come Vola alta parola (2020) e una delle albe del ciclo “Albe e tramonti” (2021). Tentativi di vita (Edizioni Effetto) è la sua seconda raccolta di poesie, edita nell’ottobre 2021.
Elena Grazioli è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Milano. Si è occupata di Giacomo Casanova e Raffaele Mattioli, oggetto delle monografie Se non vado errato coi ricordi. Giacomo Casanova a Dux (Marsilio, 2023) e L’uomo oltre la banca. Raffaele Mattioli fra immagine pubblica e privata (Luni, 2025). Con Alberto Bertoni ha curato Lavorare stanca di Cesare Pavese (Interno Poesia, 2021).
Enrico Trebbi, poeta modenese, ha pubblicato alcune plaquettes di poesia insieme ad Alberto Bertoni. Sue poesie compaiono in diverse antologie e riviste ed è presente con proprie sezioni in antologie collettive. Insieme ad Alberto Bertoni e al saxofonista Ivan Valentini ha inoltre pubblicato due cd di poesie e musica: La Casa Azzurra (Mobydick, 1997) e Viaggi (Arx Collana & Book Editore, 2001). Nel 2020, con Bertoni, Valentini e la partecipazione del chitarrista Luca Perciballi, ha dato vita alla realizzazione del cd Fumana (Setola di maiale 2019), poesie in dialetto modenese e musica. Ha inoltre pubblicato due raccolte di poesia: Un resoconto frammentario (Book Editore, 2003) e L’incertezza del volo (Book Editore, 2017).
In caso di maltempo, gli eventi si recupereranno nella Biblioteca Auris.
Per maggiori informazioni e dettagli sul programma, www.poesiafestival.it
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