Patto per il Nord: “Il carcere di Sant’Anna a Modena un inferno di sovraffollamento, carenza di personale e violenza”
MODENA - Pubblichiamo la nota della Segreteria provinciale di Modena di Patto per il Nord in merito alle problematiche del carcere di Sant'Anna.
Il carcere di Sant'Anna a Modena è oggi un punto nevralgico di una crisi carceraria che affonda le sue radici nel tempo, ma che negli ultimi mesi è esplosa con una serie di episodi drammatici che ne hanno messo in luce le profonde fragilità.
Aree come il sovraffollamento, la carenza di personale e la sicurezza precaria si intrecciano in un quadro complesso e allarmante, denunciato non solo dalle cronache locali, ma anche da sindacati, associazioni e istituzioni politiche.
Sovraffollamento e discrepanze sull'organico: la crisi del personale
La gestione della sicurezza all'interno del Sant'Anna è resa sempre più difficile da una carenza cronica di personale. Fonti sindacali, come la Fp-Cgil, denunciano una grave carenza di agenti di Polizia Penitenziaria, con stime che parlano di decine di unità mancanti rispetto all'organico previsto. Il sindacato sottolinea anche la difficile condizione degli infermieri, "lasciati a loro stessi" a gestire una realtà definita "complicatissima", in un ambiente dove il disagio è talmente profondo che un esponente del Partito Democratico locale ha definito la struttura un "inferno".
Tuttavia, esiste un'evidente discrepanza tra le denunce sindacali e i dati ufficiali.
Il Ministero della Giustizia, in un report aggiornato all'agosto 2025, riporta un organico di 225 agenti effettivi su 222 previsti per il Sant'Anna, suggerendo che la struttura sia nominalmente a regime. Anche per educatori e amministrativi le carenze sembrano minime (6 su 6 educatori, 20 su 27 amministrativi). Questa contraddizione suggerisce che la carenza non sia di organico teorico, quanto di personale operativo realmente disponibile.
Molti agenti, infatti, potrebbero essere assenti per malattia, infortuni o congedi, rendendo l'organico realmente disponibile drasticamente insufficiente. L'inevitabile conseguenza di questa situazione è un
eccessivo ricorso agli straordinari e alla soppressione dei riposi settimanali, un ciclo negativo di stress e disagio che contribuisce a un clima di forte tensione.
Conclusioni
Le vere cause del sovraffollamento vanno ricondotte a una volontà politica dei partiti al governo, con l'appoggio di tutto l'arco costituzionale, e alla mancata volontà di rimpatrio di coloro che delinquono e non sono del nostro paese. Le scuse palesate sono l'impossibilità di attuare il rimpatrio a causa della mancanza di accordi con i paesi di origine.
Ma tutti sappiamo che si tratta di una precisa volontà politica al fine di mantenere uno stato di continua insicurezza nella popolazione, costringendo a continue amnistie e rimettendo nella società bande di disperati che, non avendo la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, delinquono.
Le scusanti sono ridicole in quanto sappiamo benissimo che qualora lo Stato — che si dimostra inesistente come volontà propria, ma solo colonia — si impuntasse con i paesi di origine minacciando di interrompere tutti i rapporti e vietare a chiunque di questa nazionalità l'ingresso nel nostro paese, in breve si arriverebbe a un accordo.
"Il patto per il nord", come movimento rappresentativo delle volontà locali, denuncia questo e sollecita la popolazione locale a comprendere che questi fenomeni sono una chiara volontà politica di un governo
che rema esplicitamente contro gli interessi locali.
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