Mirandola, Roberto Ganzerli: “Addio Berengo Gardin, ha raccolto le testimonianze del territorio”
Anche Roberto Ganzerli si unisce al cordoglio per la scomparsa del fotografo Berengo Gardin:
È con il cuore colmo di tristezza che apprendo della scomparsa di Gianni Berengo Gardin, uno dei più grandi maestri della fotografia italiana, che si è spento a Genova all’età di 94 anni. La sua morte rappresenta una perdita incolmabile per il mondo dell’arte e della cultura, ma anche per tutte le comunità che hanno avuto il privilegio di conoscerlo e di essere toccate dal suo sguardo profondo e sensibile.
Berengo Gardin era legato profondamente alla città di Mirandola, che aveva frequentato per molti anni attraverso progetti legati al castello dei Pico, tanto da ricevere nel 2010 la cittadinanza onoraria. La sua presenza e il suo lavoro avevano lasciato un’impronta indelebile nella comunità, testimoniando il suo impegno nel raccontare con empatia e realismo le storie di persone e territori.
Fondatore del gruppo Laica Italia insieme al fotografo Mirandolese Vanni Calanca, aveva realizzato un importante reportage sul sisma del 2012 a Mirandola, contribuendo a far conoscere le ferite e la forza di quella terra. La sua vita, trascorsa tra Roma, Venezia, Lugano, Parigi e Milano, era stata un viaggio attraverso le città e le culture, sempre con la macchina fotografica in mano, catturando l’essenza della società, dell’architettura e dell’ambiente.
Con oltre 260 volumi pubblicati e più di 360 mostre in Italia e all’estero, Berengo Gardin ha lasciato un’eredità artistica e umana inestimabile. La sua capacità di raccontare il mondo con sensibilità e profondità resterà per sempre un esempio per tutti noi. Addio, grande maestro, il tuo sguardo continuerà a vivere nei nostri cuori e nelle immagini che hai lasciato.
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