Col trattore in tangenziale andiamo a comandare… alla Sagra di San Biagio
Quasi tre giorni a bordo di vecchi trattori per coprire i 350 chilometri che separano Bosconero e San Felice sul Panaro. Follia? No. Semplice passione. Protagonisti di questa “vacanza alternativa” sono i componenti di “J’amis dij tratur vej”, ovvero gli amici dei trattori vecchi, un gruppo di appassionati della provincia di Torino che hanno sfidato la strada, le intemperie e il traffico per raggiungere la storica Sagra di San Biagio, sede di uno dei raduni di trattori più importanti d’Italia. Questa insolita compagnia motorizzata è partita la mattina di mercoledì 20 agosto da Bosconero per arrivare a destinazione nel pomeriggio di venerdì. Diversi componenti del gruppo sono ex-giovani, quindi la loro impresa vale il doppio, forse il triplo. Solo due fermate lungo tutto il percorso, alla faccia delle nuove generazioni, tutte divano e Netflix. C’è chi è venuto con un L25 Landini, chi con un trattore Fiat, chi con un Ford, tutti modelli storici.
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“Sono trattori di un’altra generazione – ha commentato Renato Ferro, cittadino di Bosconero e componente del gruppo – Durante il tragitto hanno funzionato alla perfezione, non hanno difetti. Chiaramente sono molto diversi rispetto ai mezzi che fabbricano oggi, paragonarli è impossibile, sia per il motore interno sia per le emissioni che producono. Oggi gli iniettori sono molto più raffinati. Poi da anni nei trattori hanno inserito la componente elettronica e quella cambia tutto. Parlando invece dei nostri veicoli, basti sapere che il più nuovo ha 50 anni”.
Questi mezzi si sono uniti all’esposizione dei trattori, uno dei tanti eventi di quel ricco contenitore che è la Sagra della Beata Vergine delle Grazie di San Biagio, giunta alla 41ma edizione. Fino a martedì 26 agosto un piccolo esercito di volontari animerà questa manifestazione tutti i giorni, tra prodotti tipici e rievocazioni d’epoca, inclusa quella dell’aratura e della trebbiatura, che sarà inscenata da alcuni figuranti vestiti come i contadini di un tempo. Durante l’evento sarà visitabile anche “La casa del contadino”, una ricostruzione della tipica abitazione degli agricoltori locali della prima metà del secolo scorso.
Leggi l'approfondimento con il programma della sagra
Ogni anno la Sagra di San Biagio accoglie più di 10mila persone. Ma qual è il segreto di questo successo? Per il parroco di San Felice Don Filippo Serafini è l’opportunità di creare aggregazione in senso cristiano: “È un evento di Grazia - commenta – La comunità parrocchiale compie un cammino di fede per aprirsi agli altri. Infatti la sagra è pensata per tutti, non necessariamente credenti. Vuole essere un’occasione di amicizia”. Anche secondo Simone Goldoni, referente degli organizzatori della sagra, il concetto di amicizia gioca un ruolo fondamentale per il successo dell’evento: “Basta metterci il cuore e i sorrisi – dice – Non serve altro. Noi non facciamo distinzioni di alcun genere e non facciamo a gara a chi ha il trattore più bello. Credo che qua si respiri veramente l’atmosfera di un’aia in festa che accoglie tutti, anche per esempio chi non è appassionato di trattori, ma vuole semplicemente trascorrere del tempo in armonia con gli altri”.
Durante la serata di apertura il Sindaco di San Felice Michele Goldoni e i responsabili della manifestazione hanno inaugurato la festa con un piccolo discorso. In seguito hanno accolto i trattoristi appena arrivati dal torinese regalando loro alcuni doni tra cui il famoso salame di San Felice. Insomma, oggi possiamo dire che il sogno di Rovazzi è diventato realtà: a comandare col trattore in tangenziale qualcuno ci è andato davvero.
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