Cispadana, Veronesi e Casadei (M5S): “Opera fantasma, iter supera i tempi di realizzazione”
"La risposta dell’assessora regionale Irene Priolo all’interrogazione sull'Autostrada Cispadana del consigliere Paolo Negro (Liste Civiche PD Bassa Modenese) ci restituisce un quadro non così esaltante come lo stesso consigliere ce lo descrive: siamo di fronte ad un iter burocratico più lungo e costoso dell'opera stessa. Eppure, c'è chi, come lo stesso Negro, si dichiara soddisfatto di una risposta che fotografa la situazione per come è nella realtà piuttosto che un piano d’azione da esaltare".
Altro che avanzamento. Ormai è chiaro che il finanziamento dell’opera è tutt’altro che certo, che la progettazione definitiva è ancora in alto mare, e che ogni passaggio è subordinato alla concessione autostradale A22 congelata e in attesa del giudizio della Corte di Giustizia Europea. Di fatto, siamo ancora fermi ai blocchi di partenza. La Cispadana autostradale è un progetto economicamente insostenibile, e l’ennesima prova sta proprio nella risposta dell’Assessora Priolo: un’infrastruttura pensata decenni fa, con esigenze di mobilità differenti, oggi appesa a un bando sospeso e a un fondo di accumulo che riguarda tutt’altri interventi", continua Veronesi. "Questa vicenda sembra uscita direttamente da “Non ci resta che piangere”: ogni volta che si chiede “quando si parte?”, la risposta è “ricordati che devi morire”. Ma il nostro territorio non deve morire, servono risposte e non rassegnazione".
"Nel nuovo PRIT regionale la priorità deve essere data alla mobilità sostenibile, abbandonando definitivamente il progetto autostradale, parte di una visione ormai scaduta, e sposando la strategia del ferro che l'Europa sta attuando, concentrandosi su due alternative concrete e realizzabili: la Cispadana Ferroviaria, insieme allo scalo merci della Bassa Modenese, come chiediamo da anni e inserito nelle linee di mandato regionali, che colleghi i nodi logistici della Bassa a tutti gli altri Paesi Europei, oltre al completamento della Cispadana a scorrimento veloce, realizzando i tratti mancanti della viabilità ordinaria, con minori costi e impatti ambientali", aggiunge Casadei.
"Serve una svolta politica che metta al centro i bisogni reali dei territori, delle imprese e dei cittadini. Non possiamo più permettere che si sprechino altri dieci o quindici anni dietro un’opera fantasma. È il momento di scegliere la mobilità del futuro: sostenibile, intermodale e già pronta a rispondere alle sfide ambientali ed economiche dell’Emilia-Romagna", concludono i due portavoce pentastellati.
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