Ammanco aMo, Platis (FI): “Basta forzature con le nomine, esiste una graduatoria valida fino al 2026”
MODENA - Pubblichiamo il comunicato di Antonio Platis, Vice Coordinatore Regionale di Forza Italia in merito allo scandalo aMo.
Con la delibera n. 13 del 20 giugno 2023, l’Amministratore Unico Stefano Reggianini avviò un bando ad evidenza pubblica per selezionare il Direttore Generale di aMo spendendo almeno 20mila euro di denaro pubblico. Tra i 53 candidati la scelta cadde su Daniele Berselli.
Eppure, nonostante ciò, gli uomini del Partito Democratico continuano a gestire Amo come se fosse una SpA privata di loro proprietà, arrivando ad annunciare sulla stampa la nomina di un direttore generale pro tempore, in attesa di un nuovo bando.
Il punto è chiaro: il presidente Andrea Bosi ha dimenticato che esiste già una graduatoria valida fino al 2026.
Reggianini, infatti, introdusse espressamente il vincolo della graduatoria triennale.
L’art. 7 dell’avviso pubblico del 2023 parla chiaro: “La graduatoria della selezione rimane valida per 3 anni dalla data di adozione del provvedimento di approvazione.”
Questo significa che chi si è classificato secondo ha oggi il diritto di subentrare a Berselli.
Una nuova procedura non si può quindi avviare su un ruolo già coperto da un concorso espletato e da una graduatoria ancora aperta fino al 31 ottobre 2026.
L’“annuncite” di Bosi deve quindi fare i conti con i vincoli normativi. Mi chiedo se Amo abbia già accantonato le risorse per un eventuale contenzioso con il direttore licenziato in tronco e se intenda stanziare ulteriori fondi per coprire la legittima aspettativa del primo degli idonei che verosimilmente potrebbe contestare la mancata nomina.
A ciò si aggiunge un ulteriore problema, tutt’altro che marginale: la posizione del neo-direttore pro tempore Roberto Bolondi. È compatibile o no? Siamo sul filo della normativa e sarebbe opportuno chiedere un parere preventivo ad ANAC.
Perché? Perché a fine giugno 2025 lo stesso Bolondi, con una determinazione comunale, ha disposto, ad esempio, il versamento di 88.687 euro da parte del Comune di Modena ad Amo per il servizio Pronto Bus. In pratica, il dirigente che ha finanziato l’Agenzia oggi si trova a guidarla con ampi poteri.
Quanto meno, si tratta di un serio problema di opportunità politica e gestionale.
Il tutto avviene in un contesto paradossale: Amo ha aderito ad Avviso Pubblico per dire basta agli affidamenti diretti e ai “paciughi”.
E invece ci ritroviamo ancora una volta con scelte opache e discutibili, che rischiano di minare la credibilità anche di una benemerita associazione che ha fatto della legalità una bandiera.
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