A cena ‘oltre’ le sbarre: alla Festa provinciale dell’unità di Modena la pasta fresca realizzata dalle persone detenute al Sant’Anna
MODENA - Cenare ‘oltre’ le sbarre: alla Festa provinciale dell’unità di Modena, quest’anno, è possibile gustare le ottime pietanze dal sapore d’Emilia che, oltre a un sapore squisito, hanno anche il pregio di contribuire a un progetto di reinserimento sociale molto importante.
Presso i ristoranti Osteria 467 e Fish e pig, infatti, è possibile ordinare, per tutta la durata della manifestazione – dunque fino al 14 settembre – i tortellini (rispettivamente verdi alla boscaiola nel primo caso, con mortadella e pistacchio nel secondo) realizzati dalle persone detenute presso il carcere Sant’Anna di Modena che partecipano al progetto Laboratorio Gastronomico Sant’Anna.
“Si tratta di un’ulteriore modalità per sostenere i progetti virtuosi del territorio – commenta la segretaria della Federazione provinciale del Pd modenese Marika Menozzi -, nella dimostrazione che si può unire divertimento, convivialità e buona tavola con l’attenzione alla comunità e a chi necessita di incoraggiamento, come le persone detenute, nelle difficilissime condizioni che sappiamo, presso il Sant’Anna. Persone che, seppure hanno sbagliato, hanno il diritto, una volta scontata la condanna, di avere la possibilità di reinserirsi nel tessuto sociale. Progetti come quello portato avanti dagli operatori di Eortè insieme alla direzione del carcere vanno esattamente in questo senso, e per questo motivo siamo ben felici di poter contribuire a diffonderne i risultati.”
Il progetto
Dal mese di maggio 2024 è attivo il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna. Artigiani della Pasta, avviato dalla Cooperativa Sociale Eortè in collaborazione con la Direzione della Casa Circondariale di Modena. Un’iniziativa che ha l’obiettivo di trasformare il lavoro in uno strumento di crescita, formazione e reinserimento sociale per le persone detenute.
Il progetto ha coinvolto fino a oggi 7 persone detenute (delle quali 2 sono state assunti), che hanno intrapreso un percorso di formazione e lavoro, affiancate da una squadra composta da un cuoco professionista, un aiuto cuoco, due volontari, due persone dedicate a vendite e logistica e dalla responsabile del progetto.
Nel laboratorio – allestito in una cucina interna alla sezione maschile del carcere – si producono quotidianamente pasta fresca ripiena, prodotti da forno e biscotteria artigianale.
I prodotti vengono confezionati e distribuiti attualmente a gruppi di acquisto solidale e realtà del territorio modenese. Una parte dello spazio è inoltre destinata a corsi di formazione professionale, ampliando così l’impatto educativo e sociale del progetto.
L’obiettivo del progetto semplice: offrire lavoro per contrastare la recidiva (in Italia al 70% per chi NON LAVORA, mentre scende al 3-5% tra coloro che lavorano)
Il Laboratorio Gastronomico Sant’Anna è anche un’occasione di alleanza con la comunità esterna. Aziende, enti e associazioni possono contribuire concretamente al progetto attraverso partnership, forniture, collaborazioni commerciali o scegliendo di sostenere la distribuzione dei prodotti artigianali. In questo modo il carcere diventa un luogo di lavoro e di riscatto, capace di restituire dignità e nuove prospettive a chi vi è coinvolto.
Il futuro del laboratorio guarda a nuove sfide: il potenziamento delle attrezzature, l’assunzione stabile di detenuti meritevoli e l’apertura di un punto vendita a Modena entro il 2025, grazie al sostegno di enti, fondazioni e realtà territoriali che hanno già deciso di credere nella forza di questo percorso.
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