“Operatori di pace: e noi siamo solo spettatori?” Se ne parla venerdì 11 luglio a Cavezzo
CAVEZZO - La lista civica “Cavezzo è Impegno Comune” e il Circolo Pd “Aldo Cervi” di Cavezzo promuovono l’incontro-dibattito: "Operatori di pace: e noi siamo solo spettatori?" con la dr.ssa Eleonora Splendi, medico e volontaria di Emergency, il dr. Sauro Forni, responsabile programma Italia di Emergency. Appuntamento venerdì 11 luglio, alle ore 21, presso Villa Giardino, a Cavezzo. Cosa fanno gli operatori di pace? E cosa possiamo fare noi che non abbiamo nessun potere?
“Sta a ciascuno di noi portare avanti l’impegno per rifiutare la guerra. Immaginare un mondo senza guerre è il compito più ambizioso che la specie umana si possa dare. Pensare, disegnare, attuare le condizioni che facciano diminuire – fino a fare scomparire – il ricorso all’uso della forza e della violenza di massa è la scommessa più grande che ci attende. Smettiamo di riconoscere il valore della vita solo per una parte dei cittadini del mondo. Cominciamo a esercitare, se non la fratellanza, almeno la nostra intelligenza. L’abolizione della guerra è un progetto indispensabile e urgente se vogliamo che l’avventura umana continui".
Gino Strada, fondatore di Emergency insieme alla moglie Teresa Sarti, scriveva questo nel suo libro “Una persona alla volta”. Abolire la guerra: non un’utopia ma un progetto concreto da portare avanti, per il futuro di ciascuno di noi. Se ne parlerà con i medici e i volontari dell’associazione Emergency: “Crediamo in un mondo senza guerra, mentre il mondo si riempie di armi. Pratichiamo l’uguaglianza, mentre si alzano muri e si moltiplicano confini”. A 31 anni dalla nascita, avvenuta il 15 maggio 1994, Emergency continua a credere che “non esistono scommesse impossibili”: esistono idee concrete, guidate dai diritti umani. Idee che hanno la forma dei loro ospedali, dei loro ambulatori, di una nave di soccorso, degli incontri quotidiani nelle scuole, degli eventi, del dialogo costante con le persone, portando avanti l’idea che un futuro giusto e in pace non solo sia possibile, ma necessario. Anche Papa Francesco chiedeva tutti i giorni a ognuno di noi di essere operatori di pace, sapendo bene che è scomodo e pesante, che sembra di non vedere mai i frutti del proprio lavoro. Eppure, come ci insegnano proprio Papa Francesco e Gino Strada, non bisogna arrendersi mai, perché nella vita si raccoglie sì ciò che si semina, ma si raccoglie ancora meglio ciò che si cura. E per ottenere la pace ci vuole una cura grandissima. E gesto dopo gesto, la pace aumenta, si espande e si allarga a tutto il mondo.
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