Negro (Liste civiche Partito Democratico Bassa Modenese) su accordo Aimag-Hera: “Non è un passo avanti per il futuro”
MIRANDOLA - Pubblichiamo le riflessioni di Paolo Negro, Liste civiche Partito Democratico Bassa Modenese, sul suo voto contrario in consiglio comunale all'accordo Aimag-Hera.
Leggo che il voto favorevole all’accordo AIMAG–Hera rappresenterebbe un “passo avanti importante” che getterebbe "solide basi per il futuro", addirittura garantirebbe l’“autonomia” dell’Azienda. Leggendo tutta la documentazione, si decide, più che un passo avanti, un “cambio di rotta” rispetto agli impegni assunti, da tutti, meno di un anno fa, in campagna elettorale. Autonomia di AIMAG? Stabilendone con questa operazione la cessione esclusiva del controllo ad Hera? Svuotando di fatto il 51% rimanente ai Comuni del suo significato?
Leggo che AIMAG potrà così restare “competitiva” nelle gare future grazie all’intesa con Hera.
- Io leggo invece dalle carte che AIMAG, con questa operazione:
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rinuncia a competere per la gara relativa alle reti del gas che attualmente gestisce, senza “portare a casa”, patrimonializzare, il suo vero valore di mercato.
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correrà, sì, per il bacino dell’idrico, ma lo farà come società controllata da Hera e non esiste alcuna dimostrazione oggettiva, scritta, esplorata, che la cessione del controllo di tutti gli asset di AIMAG, dell’intera Azienda ad Hera fosse e sia ineluttabile per partecipare alla gara del servizio idrico e che AIMAG non potesse dar vita ad una vera partnership industriale (fosse anche Hera) per la sola gara dell’idrico, senza cedere il controllo di tutto l’Azienda
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per la gara del servizio relativo al ciclo dei rifiuti, oggi non vi sono maggiori reali certezze, se non dichiarazioni di intenti. E manca il Patto di Sindacato tra i Comuni, richiesto dall’autorità che regolerà la gara.
Leggo che l’accordo garantirebbe sostenibilità, qualità del servizio, prossimità, occupazione e dividendi.
- Io leggo che, in realtà, non vi è alcuna clausola contrattuale che vincoli Hera a mantenere tali livelli nel lungo periodo. La promessa di “occupazione” e “prossimità”, e ci mancherebbe anche che non fosse promessa in modo rassicurante da Hera, non è tutelata da meccanismi vincolanti. Anche la redditività futura è soggetta alle scelte di una governance non più nelle mani dei Comuni: gli accordi arrivano fino al 2028. Dopo cosa accadrà con Hera che avrà controllo di tutto?
Leggo che per anni si è dibattuto e che sono stati coinvolti esperti e cittadini.
Io ho vissuto una discussione pubblica che è stata compressa al minimo, soprattutto è stata ovattata: non si è sviluppata fra trasparenti opzioni alternative, i Consigli Comunali sono stati messi di fronte a un accordo già definito, senza la messa a disposizione nemmeno ai Consigli di nessun scenario alternativo.
Leggo che non ci sarebbe nessuna svendita
- Io leggo invece che Hera acquisisce il controllo esclusivo di AIMAG (unico caso di società controllata dalla minoranza), senza versare contanti, ma conferendo reti su cui occorrerà fare enormi investimenti, conferendole di fatto a sé stessa, perché mediante questo conferimento acquisisce il controllo di AIMAG. Il mercato del 51 % di azioni che rimarranno in capo ai Comuni da domani sarà prossimo allo 0 e il loro valore residuo sarà bloccato da una clausola del nuovo Statuto che rende di fatto improbabile qualsiasi cessione, se non ad Hera e alle condizioni imposte da Hera. E chi mai prenderebbe quel 51% dei Comuni di un'AIMAG controllata da Hera, se non Hera stessa, alle sue condizioni economiche? È un danno economico concreto e duraturo per i bilanci pubblici locali.
Leggo che questa non sarebbe una privatizzazione
- Io leggo invece che, cedendo il controllo esclusivo di una società a controllo e a maggioranza pubblica com’era (è) AIMAG ad una società quotata in Borsa che ha un obiettivo primario, produrre utili di cui risponde alla Borsa, senza un Patto di Sindacato tra i Comuni soci pubblici, la si privatizza.
Leggo che le Amministrazioni manterranno il 51% del capitale pubblico e quindi un potere reale.
- Io so che conta chi decide, non chi detiene le azioni. Il nuovo statuto prevede un CdA paritetico dove il voto doppio dell’AD (espresso da Hera) dà al socio privato Hera un potere di decisivo. È il controllo effettivo che viene meno con buona pace della maggioranza delle azioni in capo ai Comuni: a me pare un’aggravante l'essere “controllati” da un socio privato di minoranza, pur continuando a detenere il 51%.
Leggo che si tratterebbe di un’alleanza strategica, con patti chiari e obiettivi condivisi.
- Le alleanze si fanno alla pari, senza cedere il controllo di casa propria e sono reversibili. Lo squilibrio di poteri e di forze, la cessione del controllo industriale in una società industriale qual è AIMAG, preclude ai Comuni di giocarsela alla pari. Sennò che cessione esclusiva del controllo sarebbe?
Leggo infine che si sarebbe fatto qualcosa di utile per le future generazioni..
- Consegnare una leva strategica su un servizio pubblico essenziale non rafforza il futuro del territorio, lo rende più dipendente. Le future generazioni avrebbero bisogno di scelte lungimiranti e reversibili, a verifica.
Questa non lo è.
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