Il coordinamento del Forum Donne Verdi e AVS respingono le ingerenze sull’interruzione volontaria di gravidanza
BOLOGNA - Pubblichiamo la nota del Coordinamento Forum Donne Verdi e AVS dell'Emilia Romagna per respingere le ingerenze sulla IGV (interruzione di gravidanza volontaria).
In Emilia-Romagna, come in tutta Italia, il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza (IVG) è scritto nero su bianco nella legge 194. Ma la realtà quotidiana è un’altra: in 26 strutture italiane il 100% dei medici si dichiara obiettore, trasformando l’obiezione individuale in obiezione di struttura.
Questo significa che, di fatto, un diritto formale diventa un percorso a ostacoli.
L’estensione della RU486 nei consultori è un passo di civiltà: rende l’accesso all’IVG più sicuro, più vicino, più rispettoso dei tempi e dei bisogni reali delle donne, soprattutto per chi non ha reti familiari o risorse economiche.
Ma questa conquista rischia di restare una promessa vuota se fuori dai consultori e dagli ospedali cresce la pressione organizzata dei movimenti pro-life.
A Modena — come raccontano le attiviste della Rete Pro Choice — i movimenti antiabortisti, legati a finanziamenti internazionali e sostenuti politicamente da Fratelli d’Italia, presidiano regolarmente gli ingressi del Policlinico, unico punto di riferimento per le IVG in tutta la provincia.
Modena non è una città scelta a caso: come ha scritto il Manifesto, è diventata una vera e propria “città-laboratorio per i gruppi anti-abortisti”.
Qui, nel 2023, è partita la prima maratona italiana “40 giorni per la vita”: dall’alba al tramonto, gruppetti di fondamentalisti — anche due o tre persone — hanno cercato di convincere le donne a ripensarci, nel luogo che dovrebbe proteggerle.
Colpire una città storicamente di sinistra, con una forte cultura di sanità pubblica e consultori familiari, significa attaccare un simbolo di libertà che ha fatto scuola.
Ma questa volta non resteremo a guardare.
Nella seduta dell’8 agosto scorso in Assemblea Legislativa, è stata presentata una risoluzione anche a firma dei nostri consiglieri, che chiede di garantire la piena applicazione della legge 194, respingere ogni forma di pressione fondamentalista e rafforzare ospedali e consultori come presidi laici e sicuri.
Il coordinamento del Forum Donne Verdi Emilia Romagna è al fianco delle donne di Modena, delle attiviste, delle professioniste sanitarie, delle amministrazioni locali che resistono ogni giorno.
Chiediamo che la Regione Emilia-Romagna resti un presidio di diritti, senza ambiguità: i corpi delle donne non sono un altare di colpa né un bersaglio di propaganda.
Siamo sovrane del nostro corpo, libere di scegliere.
Senza pressioni. Senza ricatti. Senza paura.
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