Aimag, il gruppo consiliare Pd di Mirandola: “Due generazioni costruiscono e la terza disfa”
MIRANDOLA - Nota stampa da parte del gruppo consiliare del Pd di Mirandola:
"I dati di bilancio del gruppo AIMAG 2024 sono buoni: il margine operativo lordo è di 71 milioni, 2 milioni in più di quanto previsto nel 2025 dal famoso, fantasmagorico piano che vogliono approvare. Ciò significa che non c'era nessuna emergenza né tantomeno urgenza di "salvare" AIMAG. Tutti i sindaci e tutti i partiti, in campagna elettorale, un anno fa, avevano promesso che AIMAG sarebbe stata pubblica, autonoma e indipendente. Risultato: controllo esclusivo di Hera. Se l'obiettivo era che AIMAG restasse pubblica, i sindaci avrebbero dovuto prima stringere un accordo (patto di sindacato) su cosa dovesse essere AIMAG negli anni futuri. Non solo non ci si è sforzati di ragionare su come AIMAG potesse continuare ad essere utile al territorio, ma si è preferito costituire una commissione ristretta per trattare solo con Hera, socio di minoranza, moltiplicandone in questo modo la forza contrattuale.
A rappresentare la Bassa, terra dove è nata AIMAG, sono state chiamate le sindache di Mirandola e di Concordia, che si erano liberamente obbligate di un patto di riservatezza, che ha avuto come conseguenza un deficit nella garanzia necessaria allo svolgimento delle funzioni democratiche dei consiglieri comunali, costretti a continui accessi agli atti. Il cambio dello statuto prevede per le decisioni più importanti, una maggioranza del 65%. Poiché Hera detiene il 41% nessun cambiamento importante può essere fatto senza l'assenso di Hera. AIMAG diviene a controllo esclusivo di Hera e privatizzata.
Se i Comuni del carpigiano, oggi o domani, decidessero di allearsi con Hera, i Comuni della Bassa conterebbero il nulla assoluto. Con questo accordo nessun operatore sarà interessato ad investire in Aimag quindi se qualche comune decidesse di vendere le proprie azioni, a chi le venderebbe? E a quale prezzo? Nel nuovo Statuto è proibito vendere a chi si troverà in concorrenza con HERA...chi potrà comprare? Una zavorra importante che va a detrimento della libera disponibilità dei patrimoni dei soci tutti, non solo dei comuni perché l’acquirente potrà essere di fatto uno solo. E’ stato chiarito, e finalmente lo ha ammesso anche la sindaca Budri, che di fatto il controllo societario passa ad HERA, dopo avere cercato di tranquillizzare la comunità dicendo che il 51% restava ai comuni. Questo passaggio da controllo pubblico a privato comporterà problemi già ora, non negli anni a venire, negli affidamenti diretti su rifiuti e idrico, per i quali operano con le loro maestranze quotidianamente i soci correlati con sede aziendale e dipendenti a Mirandola.
Avevamo chiesto di esaminare una proposta che, quando ci è stata presentata ci era stato garantito che era il punto zero di un percorso di confronto e condivisione. Purtroppo, è rimasto il punto zero: zero confronto e zero mediazioni. Quando la maggior parte di ex sindaci, compreso quelli definiti “eroi” per la gestione post-sisma, prendono una posizione pubblica critica forte come quello che è avvenuto con la lettera appello ai colleghi neoeletti, a meno che non si ritenga siano impazziti, la saggezza e l’equilibrio avrebbero dovuto consigliare di confrontarsi. E dei cittadini, degli utenti dei servizi? Non se ne è parlato per nulla nel progetto, nessun accenno su cosa comporterà questa privatizzazione per le tasche dei cittadini, anche perché adesso i servizi funzionano bene e i costi non sono eccessivi ma cosa succederà con questa privatizzazione con molta franchezza non lo sappiamo. Ieri sera in Consiglio Comunale è andata in scena una debacle per Mirandola e per la Bassa alla quale non avremmo mai voluto assistere. Vien buono quel detto: due generazioni costruiscono e la terza disfa".
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