Aimag: il nostro resoconto del Consiglio comunale di Mirandola che ha approvato la cessione del controllo strategico ad Hera
Come spesso accade nei consigli comunali, anche la seduta del 14 luglio, che prevedeva l’attesissima votazione per cedere la gestione di Aimag a Hera, è scivolata nella polemica politica, con critiche reciproche tra gli esponenti di maggioranza e opposizione. Da destra accusavano gli avversari di non aver fatto abbastanza, durante i mandati precedenti, per impedire che si venisse a creare la situazione attuale: se oggi il Comune di Mirandola è costretto, per evitare danni maggiori, ad affidare Aimag a Hera, la colpa è delle amministrazioni precedenti targate Pd: questo il senso di diversi interventi della maggioranza. Dall’altro lato, secondo alcuni referenti di sinistra, negli ultimi tempi si è verificato un voltafaccia da parte delle destre locali, che in passato tuonavano contro le privatizzazioni scriteriate e oggi avrebbero imboccato proprio quella strada.
Difficile dire quanto di queste discussioni interessino davvero il consumatore medio, dal momento che la sua preoccupazione principale resta sempre il portafoglio. Di sicuro, durante la seduta, non sono mancati segnali di coinvolgimento emotivo da parte dei cittadini presenti. Mormorii di contestazione provenienti dal pubblico erano udibili in particolare durante gli interventi dei consiglieri di Lega e Fratelli d’Italia, ma forse si trattava della classica “minoranza rumorosa”. In più, all’inizio della seduta, il Presidente del Consiglio comunale Antonio Tirabassi, in rispetto del regolamento, ha chiesto a una cittadina di rimuovere due cartelli contenenti messaggi contrari alla cessione di Aimag. Per il resto la serata si è svolta in modo complessivamente ordinato.
Tra le obiezioni più interessanti emerse prima della votazione, spiccano quelle di Giorgio Siena, consigliere di Più Mirandola. Secondo lui i pareri giuridici ed economici forniti da due esperti per corroborare il passaggio di gestione partirebbero da basi molto deboli. Per lui e per il consigliere Pd Carlo Bassoli, esistevano alternative che l’Amministrazione comunale non avrebbe tenuto nelle dovute considerazioni.
Gli esiti sono stati prevedibili: alla fine il progetto di rafforzamento della partnership industriale fra Aimag e Hera proposto dalla Sindaca Letizia Budri è stato approvato. Come si tradurrà tutto questo per le tasche dei cittadini? Guglielmo Golinelli della Lista Lega Budri Sindaco ha dato rassicurazioni parlando di “fiducia”. A suo parere Hera è una realtà forte e competente e il consolidamento di questa partnership dovrebbe portare a buoni esiti, per gli enti pubblici e i cittadini. Senza contare il fatto che la maggioranza della quota di Aimag è ancora nelle mani del settore pubblico, argomento che è emerso in più occasioni per confutare chi evoca lo spauracchio della privatizzazione dei beni della collettività. Stando all’accordo, raccolta e trasporto dei rifiuti rimarranno pubblici e invariati. Ora si attende il via della Corte dei Conti e di Agcm, per far sì che Aimag entri a far parte del bilancio di Hera.
Leggi i dettagli nel comunicato del Comune di Mirandola
Sullo sfondo di questa vicenda, si staglia un quadro curioso: contrapponendosi alla cessione di Aimag a Hera, i gruppi della sinistra mirandolese prendono una decisione in controtendenza rispetto al Pd provinciale, allargando quella che da tempo si presenta come una frattura tra i dem locali e le alte sfere del partito. Alcuni sembrano apprezzare il gesto, sostenendo che la sinistra mirandolese sta mettendo al primo posto gli interessi della comunità, anche a dispetto dei dictat del Pd. Altri parlano di strumentalizzazione politica o di soluzione di comodo. Chi avrà ragione? Difficile dirlo. Forse una risposta più chiara arriverà con il tempo.
Leggi la nota del Partito Democratico di Mirandola
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