Rifondazione Comunista con i metalmeccanici in corteo in tangenziale a Bologna
BOLOGNA - Pubblichiamo il comunicato di Stefano Lugli, co segretario regionale Emilia-Romagna e Riccardo Gandini, segretario Federazione di Bologna Partito della Rifondazione Comunista.
Nella giornata di venerdì 20 giugno, durante lo sciopero dei metalmeccanici, il corteo regionale di FIOM CGIL, FIM CISL e UILM ha percorso un tratto della tangenziale di Bologna per ottenere un rinnovo del contratto di lavoro, scaduto da un anno, che preveda aumenti salariali rapportati all’inflazione, riduzione dell’orario di lavoro, sicurezza sul lavoro, formazione e stop alla precarietà.
Immediatamente la Prefettura di Bologna ha annunciato che i manifestanti saranno denunciati secondo le norme del decreto sicurezza appena entrate in vigore.
Alla manifestazione, a cui hanno partecipato oltre 10 mila metalmeccanici, erano presenti anche numerosi militanti e dirigenti locali del Partito della Rifondazione Comunista e dei Giovani Comunisti: “Il nostro Partito è pronto a sostenere con i suoi legali i propri iscritti qualora la Prefettura intendesse proseguire nei suoi intenti liberticidi. Ancora una volta vediamo quali sono le priorità di questo governo: evitare di risolvere i problemi di chi lavora e si vede scippato dei propri diritti in favore di maggiori investimenti in armamenti”, così il Segretario provinciale di Bologna Riccardo Gandini.
Secondo il Segretario regionale di Rifondazione Comunista, Stefano Lugli: “Il decreto sicurezza inizia la sua applicazione andando contro il diritto di sciopero e di manifestazione del dissenso, in piena linea con le politiche securitarie di un governo che non sta facendo nulla per ridurre il carovita e garantire salari dignitosi a lavoratrici e lavoratori. Il decreto sicurezza ha la funzione di criminalizzare il dissenso, e come partito siamo pronti a intraprendere qualsiasi iniziativa di solidarietà a sostegno degli operai e delle operaie a rischio di denuncia e a cui va il nostro supporto”.
Rifondazione Comunista continuerà a sostenere le lotte delle lavoratrici e dei lavoratori in tutta la Regione fino a quando non si romperà il silenzio del governo sul rapido peggioramento dei salari e l’innalzamento del carovita dovuto all’economia di guerra.
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