Mirandola, il gruppo #WeCare: “A22, ennesimo rinvio: le imprese non possono più aspettare”
MIRANDOLA - Nota stampa del gruppo #WeCare, nato a Mirandola e che riunisce oggi 17 aziende del distretto industriale, con l’obiettivo di creare valore condiviso tra imprese, cittadini e istituzioni. Attraverso progetti di welfare comunitario iniziative locali, il gruppo mira a migliorare la qualità della vita sul territorio, promuovendo inclusione e sostenibilità.
"Siamo stanchi di assistere a un teatrino indegno che si trascina ormai da troppo tempo. Il Ministero ha appena annunciato il terzo rinvio – questa volta al 30 giugno 2025 – per la presentazione delle autocandidature per il rinnovo della concessione dell’Autostrada A22. Un’infrastruttura strategica, vitale per la mobilità e per l’intera economia del Nord Italia, che viene trattata come un problema secondario, un fastidio da rimandare all’infinito. Ma noi diciamo basta. Non ci sono più scuse, non ci sono più alibi. Mentre la macchina burocratica si inceppa e perde tempo in discussioni sterili e rinvii incomprensibili, le imprese italiane continuano a pagare il prezzo di questa paralisi istituzionale.
Ogni giorno che passa senza una decisione chiara e definitiva è un giorno perso per la competitività del Paese, un giorno in cui l’Italia si allontana dagli standard europei e globali. Le incongruenze sollevate dal Comitato No Bretella Si Mobilità Sostenibile non possono e non devono diventare il pretesto per bloccare tutto. Se ci sono problemi nel bando, si risolvano subito, senza ulteriori indugi. Non accetteremo più che la burocrazia e i giochi politici mettano a rischio il futuro di migliaia di lavoratori, imprenditori e cittadini. L’Autostrada del Brennero, la Bretella, la Cispadana: queste non sono semplici opere, sono il cuore pulsante di un sistema produttivo che sostiene l’Italia. Chi pensa di poter continuare a rimandare e procrastinare si sbaglia di grosso. Serve una scossa forte, un cambio di passo deciso. Chiediamo con fermezza a Regione e Stato di smettere di tergiversare, di abbandonare ogni esitazione e di dimostrare con atti concreti che sono davvero al fianco delle imprese e dei cittadini. L’Italia non può più permettersi questa paralisi: o si agisce subito, o si rischia di perdere tutto. Basta rinvii. È ora di agire. È ora di costruire".
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