Futuro di Aimag, il comitato Carpi per la giustizia climatica e sociale: “Una questione politica che riguarda centro, sinistra e destra”
CARPI - Pubblichiamo il comunicato di Carpi per la giustizia climatica e sociale relativo alla questione Aimag-Hera e a ciò che è emerso nelle ultime assemblee pubbliche.
C’Hera una volta Aimag: una questione politica.
Dalle iniziative pubbliche dedicate all’operazione Aimag che consentirà ad Hera di acquisirne il controllo esclusivo (cit. Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) che si sono susseguite negli ultimi dieci giorni, la nostra assemblea pubblica a Novi, quella indetta dal Comune di Carpi con il Sindaco Righi e il Direttore generale di Aimag (già dirigente Hera) e il Consiglio comunale aperto tenutosi a Mirandola martedì 3 giugno, si può concludere che al di là delle complicate presentazioni di bilancio, del gergo economico-finanziario come se piovesse rigorosamente in lingua inglese perché fa più fighi e soprattutto confonde di più il pubblico, e lunghi monologhi usati come strumenti di distrazione di massa, ciò che emerge chiaramente è la lucida volontà politica dei Sindaci e delle Sindache di disfarsi di Aimag e di andare così verso la privatizzazione dei servizi di acqua, energia e rifiuti, perché è di questo che si tratta. Ricordiamo che l’accordo quadro siglato tra i CdA delle due società a gennaio 2025 prevede che ad “acquisizione” conclusa il nuovo CdA di Aimag sarà composto da 8 membri, 4 nominati dai Comuni e 4 nominati da Hera; tra i quattro membri nominati da Hera sarà individuato l’Amministratore Delegato, che avrà a disposizione il “casting vote” di fatto un voto che vale doppio che potrà usare come una clava tutte le volte che il CdA si troverà in una situazione di stallo. A nulla vale la maggioranza pubblica del 51% nell’assemblea dei soci e nel Collegio dei Revisori (che comunque non ha potere di veto sulle decisioni assunte dal CdA sotto controllo di Hera) come rivendicato dai Sindaci, o l’istituzione del Comitato territoriale di ascolto e definizione delle strategie, che dovrebbe rafforzare “il coinvolgimento delle amministrazioni locali e delle comunità”; controllare il CdA di un’azienda, significa controllare quell’azienda. I Sindaci e le Sindache dei 21 Comuni soci di Aimag si stanno quindi accingendo a cedere il controllo esclusivo di Aimag ad Hera, azienda quotata in borsa per il 54,2% delle azioni, il cui obiettivo statutario è quello di realizzare profitti per gli azionisti; facendo così entrare anche la nostra multiutility in una logica di profitto che a poco a che fare con la tutela dei beni comuni e dei diritti di cittadine e cittadini.
Come al solito ci è viene raccontato che non ci sono alternative, che Aimag è in grave crisi finanziaria, anche se continua a produrre profitti come dimostrato dai bilanci, che senza Hera Aimag non avrebbe ottenuto i prestiti dalle banche, il che è pure inquietante. In realtà è evidente, che nessun altra opzione è stata valutata, in particolare la ripubblicizzazione, che pure metterebbe al riparo Aimag da gare e speculazioni, non rientra minimamente nell’orizzonte dei Sindaci e delle maggioranze delle amministrazioni locali.
Un’ultima riflessione che riguarda il tentativo delle destre, in particolare a Mirandola per voce del consigliere Golinelli, di scaricare la responsabilità di questa scelta sciagurata sul PD. Il Partito Democratico ha sicuramente grandi responsabilità ma la decisione di cedere il controllo di Aimag ad Hera non era una scelta obbligata e la maggioranza di destra di Mirandola poteva opporsi dando seguito alle promesse fatte in campagna elettorale; lo stesso consigliere Golinelli potrebbe ancora opporsi esprimendo voto contrario in Consiglio comunale quando l’atto sarà sottoposto al voto. La verità dei fatti è un’altra: su questa vicenda c’è stata una perfetta comunanza d’intenti tra i vertici istituzionali di centro sinistra e di destra, tutti uniti per portare avanti una decisione incomprensibile che priverà il nostro territorio di un patrimonio pubblico prezioso.
Per quanto ci riguarda continueremo a impegnarci per difendere la natura pubblica di Aimag, e lanciamo un appello alle cittadine e ai cittadini dell’Unione Terre d’Argine e dell’Unione Area Nord perché si mobilitino per bloccare questo progetto, facciamo sentire la nostra voce, esprimiamo il nostro dissenso a partire dalla prossima assemblea che si terrà a Novi il 12 giugno 2025. Non ancora detta l’ultima parola.
Leggi anche: Mirandola verso il Consiglio comunale aperto sul tema Aimag. Siena: “Consegnata ad Hera”
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita
- Mercosur -Ue, Lettera aperta: il "prezzo giusto" della terra modenese non è un numero a Bruxelles
- Domenica 15 marzo a Mirandola si presenta il libro "Metodo Montenegro" sulle cronache ironiche di un docente precario
- Da venerdì 20 marzo Fondazione Ago di Modena ospita la mostra di Alessandro Lupi “Così è, se ci appare”
- test
- Mercosur, il Parmigiano Reggiano può vincere la sfida: stop al “Parmesan” ma resta il nodo pesticidi
Ultime 24h
I più letti
Most Read Posts
- Università, Tor Vergata seconda in Italia in Neuroscienze, Matematica e Biologia molecolare
- Terremoto oggi in Grecia: scossa a Creta, paura ma nessun danno
- Barilla, campagna stampa e digital per celebrare memoria e passione
- SuperEnalotto, jackpot continua a salire: tempistiche e come riscutere la vincita






























































