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03 Maggio 2026
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Flavescenza dorata, entra nel vivo l’azione di contrasto alle infezioni delle viti tramite trattamenti insetticidi

BOLOGNA - Avviare al più presto i trattamenti insetticidi obbligatori per ridurre le popolazioni di Scaphoideus titanus, l’insetto vettore principale della flavescenza dorata, una malattia infettiva della vite, che provoca seri danni alle produzioni.

È la raccomandazione che il servizio fitosanitario regionale rivolge a tutti i proprietari e gestori di vigneti e ai vivaisti con l’obiettivo di fare fronte comune e arginare la diffusione dell’infezione in Emilia-Romagna.

Sulla base delle osservazioni condotte in aziende pilota, per il 2025 il periodo individuato per intervenire con il primo trattamento obbligatorio ha preso il via il 5 giugno, non prima della completa sfioritura della vite e dopo avere sfalciato le eventuali erbe spontanee fiorite sottostanti la coltura. Dopo circa 20-30 giorni dal primo, e comunque entro il 31 luglio 2025, nelle aziende a conduzione integrata, ed entro il 15 luglio 2025, nelle aziende a conduzione biologica deve essere eseguito il secondo trattamento obbligatorio. Tutte le indicazioni sono diramate settimanalmente con i Bollettini regionali di produzione biologica e integrata.

“Mantenere alta l’attenzione verso la flavescenza dorata per limitarne il più possibile la diffusione è fondamentale- commenta l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi-. Si tratta di una minaccia grave e concreta per il nostro comparto vitivinicolo, che è un pilastro dell’economia agricola regionale e parte integrante della nostra identità culturale e territoriale. La Regione ha messo in campo una strategia articolata, potenziando il monitoraggio del territorio e attivando una campagna di comunicazione e formazione rivolta agli agricoltori. La lotta a questa patologia- conclude Mammi- è una sfida complessa che richiede l’impegno di tutti e per questo è necessaria la collaborazione tra agricoltori e istituzioni per creare una rete di vigilanza composta da enti locali, servizi fitosanitari, consorzi di tutela, tecnici agronomi e, soprattutto, i nostri viticoltori”.

 

Il piano di intervento triennale

Il piano di intervento triennale 2023-25 agisce lungo due direttive: l’estirpazione delle piante malate e la prevenzione della diffusione dell’insetto vettore attraverso i trattamenti insetticidi. Sono previste attività di sensibilizzazione nei confronti degli agricoltori sulla pericolosità della malattia, associate alla formazione sulla corretta adozione delle linee guida elaborate dal tavolo tecnico nazionale e sulle misure fitosanitarie per contrastare la malattia.

Alla formazione si affianca il monitoraggio dei vigneti effettuato dagli ispettori fitosanitari della Regione. Un servizio a cui, a partire dal 2024, si è aggiunto il progetto sperimentale ‘Perbacco’, promosso dalla Regione e sviluppato dall’Università di Ferrara, che attraverso l’uso di minicotteri, capaci di scattare immagini ad alta definizione, facilita l’individuazione precoce di sintomi nelle piante.

Nel programma sono stati selezionati casualmente il 10% dei circa 18.000 vigneti condotti in Regione, per un totale di 1.800 vigneti. Durante il biennio 2023-24 sono stati visitati 1.619 vigneti, circa il 90% delle aziende selezionate per la campagna dell’intero triennio. I dati raccolti durante la stagione 2024 offrono un segnale incoraggiante di un possibile cambio di tendenza nell'incidenza della patologia sul territorio rispetto all’anno precedente: saranno i monitoraggi del 2025 a dirci se, come auspicato, l’andamento positivo troverà conferma.

Considerata l’alta percentuale di vigneti già controllati nel biennio precedente, nel corso del 2025 verranno completati i controlli sulle aziende rimanenti e saranno selezionate ulteriori aziende per 300 nuovi sopralluoghi. Parallelamente, proseguirà l’opera di sensibilizzazione, al fine di rafforzare le azioni di contenimento e prevenzione.

 

Leggi anche: Caldo estremo, Confagricoltura Emilia-Romagna: “Serve protocollo specifico per il comparto agricolo”

 

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