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04 Maggio 2026
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Con il bando di Comune e Fondazione di Modena finanziati sei progetti

MODENA - Aumentare la resilienza della comunità di Pikine in Senegal intervenendo sugli effetti del cambiamento climatico; migliorare la sicurezza alimentare in una contea del Kenya. Ma anche costruire un pozzo per l’orto comunitario e garantire lavoro e salute per le comunità vulnerabili del Burkina Faso. Oltre a rinnovare una scuola e contribuire al benessere alimentare della popolazione in Etiopia.

Sono gli obiettivi dei sei progetti di cooperazione internazionale presentati da associazioni e organizzazioni no profit del territorio modenese, ammessi al finanziamento nell’ambito dell’edizione 2024 del bando per il finanziamento di progetti di utilità sociale nella Cooperazione internazionale allo sviluppo promosso dal Comune e dalla Fondazione di Modena.

Presentato dall’organizzazione di volontariato “Oghogho Meye”, il progetto “Éco – Avenir” intende aumentare la resilienza della comunità di Pikine, seconda città più popolosa del Senegal - situata nella periferia di Dakar -, intervenendo sugli effetti del cambiamento climatico sulla salute e sulla stabilità degli ecosistemi, naturali e antropizzati, attraverso il rafforzamento di attività educative e informative, ponendo particolare attenzione ai giovani come attori principali del cambiamento.

Il progetto “New Feed” dell’organizzazione Overseas, attraverso la conservazione e l’ottimizzazione dei foraggi e aumentando la produttività del bestiame, punta invece a migliorare la sicurezza alimentare e le condizioni di vita degli allevatori della Contea di Baringo (Kenya).

Due i progetti dedicati a Burkina Faso. Il primo, presentato dall’Ets “Bambini nel Deserto”, vuole favorire l’autosufficienza economica e il benessere dei soggetti più vulnerabili della comunità rurale di Komsilga attraverso attività nel settore agricolo e la formazione professionale nell’ambito della coltivazione di piante medicinali per la cura della malaria e di altre malattie endemiche. Il secondo, della Odv “Ho avuto sete”, ha come obiettivo quello di migliorare le condizioni di vita della comunità attraverso la realizzazione di un impianto idrico che garantisca l’accesso all’acqua potabile e la creazione di un orto comunitario gestito esclusivamente da donne, offrendo loro l’opportunità di ottenere un reddito stabile e assicurando all’intera popolazione un’alimentazione sana, nutriente e sostenibile.

Mira, invece, a garantire ai giovani della città di Robe il diritto ad un’istruzione di qualità attraverso azioni di riqualificazione di una scuola e la creazione di spazi innovativi di apprendimento, il primo dei due progetti dedicati all’Etiopia, presentato dall’Odv Moninga. Mentre il secondo, proposta da “H.E.W.O. Modena - Solidarietà per lo Sviluppo”, intende contribuire al miglioramento del benessere nutrizionale della popolazione in uno dei pochi ospedali funzionanti dopo il conflitto nel Tigray situato a Quihà, nel nord dell’Etiopia, attraverso formazione del personale sanitario e il rafforzamento di programmi di supporto nutrizionale e di salute infantile.

Aperto a dicembre 2024 e chiuso a metà marzo, il bando metteva a disposizione un fondo di 100 mila euro complessivi per progetti in linea con uno o più degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’Onu e con la Strategia italiana per l’Educazione alla cittadinanza globale. In particolare, i progetti dovevano riguardare gli ambiti dello sviluppo sostenibile e dell’ambiente, della sanità e della salute pubblica, dell’educazione e formazione, dei diritti umani e dello sviluppo economico locale. Per essere ammessi al bando, i progetti dovevano essere candidati in partenariato con almeno un partner straniero del Paese di intervento, rappresentativo della comunità locale. Il contributo richiesto poteva variare da un minimo di 10 mila a un massimo di 25 mila euro, con un cofinanziamento minimo complessivo del 30 per cento del costo totale del progetto a carico dei soggetti proponenti.

L’elenco dei progetti ammessi a finanziamento è pubblicato sul sito della Fondazione di Modena, nella sezione contributi erogati.

I progetti saranno avviati a partire da luglio 2025, dovranno concludersi al massimo in 12 mesi e saranno realizzati coinvolgendo almeno un partner rappresentativo della comunità locale del Paese di intervento.

La selezione è stata effettuata in due fasi: nella prima, si è tenuto conto dell’esperienza già maturata dall’associazione proponente in programmi di cooperazione internazionale, del suo radicamento nel territorio. Sono stati verificati, inoltre, che la cooperazione internazionale fosse la mission prevalente, i partenariati, il grado di coerenza del progetto con gli obiettivi del bando e il grado di innovazione progettuale (anche rispetto a iniziative già sostenute in precedenti edizioni).

Nella seconda, sono stati valutati i contenuti del progetto rispetto anche al coinvolgimento e al rafforzamento delle capacità operative delle controparti locali, alla qualità degli obiettivi, alla definizione e alla concretezza dei risultati quantitativi e qualitativi attesi, alla sostenibilità nel medio e lungo termine e all’adeguatezza del budget. Sono stati considerati, inoltre, il cofinanziamento da parte di altri finanziatori, la documentazione di accompagnamento presentata e le rendicontazioni di progetti precedenti. Criteri di premialità sono stati la realizzazione di progetti nei Paesi da cui provengono i maggiori flussi migratori verso il territorio modenese e il coinvolgimento di associazioni degli immigrati presenti sul territorio modenese.

 

Leggi anche: Alle scuole “Ferraris” di Modena al via il progetto “Anch’io sono la Protezione Civile”

 

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