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06 Maggio 2026
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Chiude la mostra sui 120 anni della carrozzeria Barbi di Mirandola

MIRANDOLA - Domenica 29 giugno è l'ultimo giorno della Mostra “Mirandola Ricorda 2025 - Barbi autobus dal 1905” allestita, dal 7 giugno, presso la Sala Trionfini di Mirandola. Il materiale esposto, proveniente dell’archivio Barbi Heritage, ha raccolto la curiosità di tanti visitatori e appassionati arrivati da tutta Italia. Per l'occasione è stata anche prodotta una serie di cartoline, raccolte in cofanetto, che riproducono alcuni autobus storici costruiti a Mirandola. La mostra è stata organizzata dall’associazione Amici della Consulta Aps e dal Comitato Sala Trionfini, in collaborazione con la Consulta del Volontario, grazie alla disponibilità di Barbi Heritage e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Mirandola. Sabato 28 giugno ritorna, a grande richiesta, il giro panoramico di Mirandola, gratuito con autobus storico con partenza, da Piazza Ceretti, alle ore 10.10 - 10.50 - 11.30 e 12.10.

Storia

Galileo Barbi, nato in una famiglia di contadini, dopo alcuni anni di tirocinio presso artigiani del basso mantovano, che costruivano carrozze a cavallo, decise di mettersi in proprio fondando un piccolo laboratorio per la costruzione di carrozze a Fossa di Concordia. Era il 1905. Pochi anni dopo trasferì l’attività a Concordia e ricevette un prestigioso primo premio ad un’esposizione di Parigi. Dopo la Prima Guerra Mondiale, la produzione riprese nel 1918, specializzandosi nella “Baracchina”, una carrozza largamente in uso soprattutto tra la popo­lazione benestante. In quegli anni ci fu qualche prova di carrozzare le prime automobili. Nel 1927 trasferì il proprio lavoro a Mirandola, lasciando la produzione di carrozze per dedicarsi ai veicoli a motore in particolare cabine per autocarri, furgoni e ambulanze.
 
 
Nel 1932 ampliò la superficie dello stabilimento e si specializzò nelle carrozzerie per autobus utilizzando telai ALFA ROMEO, OM, LANCIA e FIAT. L’azienda in quegli anni occupava circa 70 lavoratori. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la fabbrica venne occupata dalle forze armate tedesche e la produzione fu convertita temporaneamente alla costruzione e riparazione di camion militari. Terminata la guerra, la produzione di autobus ripartì e da lì iniziarono anni di grandissimo successo sul mercato italiano e non solo. Negli anni Cinquanta partecipò a numerosi concorsi internazionali di pullman e vinse prestigiosi premi. La produzione era di circa 50 autobus all’anno, tutti costruiti a mano. Tra i modelli più noti ricordiamo il “Fiat 682”, il Leoncino OM, il Super-Orione prodotto sia su telaio FIAT che OM: quest’ultimo fu un autobus assolutamente innovativo dal punto di vista stilistico perché presentava un piano rialzato nella parte posteriore dove era stato allestito un salottino per i passeggeri. Negli anni ’60 i pullman Gran Turismo Barbi avevano ogni comfort per i passeggeri a cominciare dalla Tv, radio, frigorifero, sedili imbottiti, vetri doppi, anche a volte colorati. La fabbrica era divisa in otto reparti o “gruppi di lavoro”, ciascuno composto da diversi operatori specializzati. Gli anni Sessanta furono anche quelli del primo passaggio di testimone della fabbrica, da Galileo al figlio Sirner.
 
Qualche anno più tardi Barbi iniziò a carrozzare non solo telai Fiat ma anche Mercedes, e, nel 1978, la produzione arrivò fino a 116 unità. Nel frattempo il settore autobus in Italia cresceva e si sviluppava, consentendo ad alcune realtà artigianali di specializzarsi in alcuni accessori specifici. All’inizio degli anni ’80 vennero progressivamente lasciati i telai FIAT per siglare un  importantissimo e longevo accordo con la svedese VOLVO con i primi telai B10M, a motore centrale. Furono anni di espansione per l’azienda che aveva a quel tempo 170 dipendenti e la gestione passò da Sirner ai figli Carlo e Alberto. Famosissimo in quegli anni il prestigioso autobus ITALIA 99, dapprima su telaio B10M, poi sul telaio B12, che contribuì a far conoscere l’azienda a livello europeo. Nel 1998 il trasferimento dalla storica sede di Mirandola a San Giacomo Roncole  dove l’azienda rimase fino al 2018. Nel 2000 il lancio di un nuovo autobus sempre su meccanica Volvo, il GENESIS, venduto a livello europeo. Qualche anno dopo, nel 2005, in occasione dei 100 anni dell’azienda fu presentato al mercato internazionale un nuovo modello che portava il nome del fondatore: Galileo. Negli anni seguenti l’accordo commerciale in esclusiva con Volvo lasciò spazio a MAN, un altro partner importante a livello europeo per il quale si continuò a produrre il Galileo. Nel 2015 la prima attraversata della Manica su un traghetto diretto in Inghilterra con un autobus Barbi che partecipò ad un’esposizione internazionale a Birmingham. Nel 2018 alla produzione degli autobus si affiancò quella degli scuolabus, attività poi portata avanti dalla nuova azienda Barbi Coach & Bus dopo la chiusura della storica Carrozzeria Barbi, avvenuta nell’agosto del 2018. "Con questa mostra abbiamo voluto ricordare i 120 anni dalla fondazione della storica azienda Barbi, con un sentito ringraziamento a tutte le famiglie dei cittadini mirandolesi che per generazioni hanno lavorato con dedizione, impegno e professionalità alla costruzione degli autobus che da Mirandola sono partiti per le strade di tutto il mondo
 

 
 
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