All’ospedale di Mirandola manca un locale dedicato agli operatori in turno del servizio 118
MIRANDOLA - Da cinque anni che gli operatori del 118 del Pronto Soccorso di Mirandola chiedono, in adeguamento alla normativa regionale, l'assegnazione di un locale dedicato agli operatori in turno che svolgono il servizio 118. Ad oggi, nonostante le ripetute richieste alla direzione dell'ospedale Santa Maria Bianca di Mirandola, agli operatori non sono state date risposte concrete e soprattutto soluzioni, nè temporanee nè definitive.
In una nota, l'Azienda ha dichiarato che gli operatori del 118 hanno trovato collocazione nei locali del Pronto Soccorso, di fatto - secondo l'opinione degli operatori - non rispettando la normativa regionale che indica i requisiti minimi delle postazioni 118 e non garantendo i requisiti di tutela di sicurezza e salute dei lavoratori.
Inoltre, da ormai tre anni si parla di una riqualificazione dei locali dell'ospedale Santa Maria Bianca (Pronto Soccorso compreso), ma di fatto gli operatori stazionano in postazioni saltuarie, tra pazienti e utenti che in alcuni casi li ritengono responsabili delle lunghe attese, poiché non conoscono la diversità dei ruoli all'interno dei locali.
Gli operatori sono gli stessi che nel periodo Covid venivano chiamati "eroi", mentre adesso sono costretti a turni massacranti senza una degna postazione, prevista da una normativa della Regione Emilia-Romagna. Oltre agli operatori rimasti senza un locale, anche i mezzi del 118 vengono lasciati all'esterno, incuranti delle intemperie e delle alte temperature estive, compromettendo la funzionalità degli apparecchi elettromedicali e dei farmaci salvavita.
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