Terremoto 2012, perché non bisogna dimenticare – L’INTERVENTO DI MAINO BENATTI
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'intervento di Maino Benatti, sindaco a Mirandola nei drammatici giorni del sisma-
PERCHÉ NON BISOGNA DIMENTICARE
Sono passati tredici anni dai terremoti che colpirono l'Emilia e Mirandola nel maggio del 2012 e giovedì 29 sono stato invitato, come tutti gli anni, alle commemorazioni che si svolgeranno alla scuola Media Montanari che, in quei momenti tragici, diventò la casa sicura di tutti i mirandolesi e il luogo dove si pianificò ed ebbe inizio la rinascita della città.
Mi troverò davanti ragazzi che in quei tragici momenti o erano appena nati o non erano ancora nati. Ragazzi che non vissero né il momento della disperazione e della paura, né il momento del coraggio di quel lontano 2012.
Anche per questo più passano gli anni e più sarà difficile ricordare e commemorare.
Ma io credo sia indispensabile ricordare con la dovuta attenzione e ufficialità pubblica quel pezzo drammatico, ma poi esaltante della nostra storia: la tragedia e la rinascita.
Ci sono molti motivi per non dimenticare:
Non bisogna dimenticare per la straordinarietà dell'evento nella storia della nostra comunità;
Non bisogna dimenticare perché vi furono famiglie che persero loro cari sotto le macerie. Io ho sempre pensato che prima di tutto per loro, per ciò che avevano subito dovevamo dare risposte veloci, concrete di rinascita;
Non bisogna dimenticare perché, dopo la paura, il coraggio e la capacità di rialzarsi della nostra comunità (istituzioni, scuole, servizi pubblici, imprese, famiglie, associazioni) furono di esempio allora per il Paese, domani per chi verrà dopo di noi, così come hanno detto sia Papa Francesco, sia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella;
Non bisogna dimenticare perché da quella tragica esperienza è necessario imparare a convivere con il rischio puntando ad aumentare la sicurezza e a qualificare al meglio tutti gli strumenti di protezione civile;
Non bisogna dimenticare perché ancora le ferite sono manifeste e aperte e dopo 13 anni ancora tanto rimane da fare per ridare vita, bellezza e prospettive al nostro centro storico martoriato e purtroppo sempre più in evidente difficoltà;
Non bisogna dimenticare perché Mirandola, anche oggi, deve ripartire da quello spirito indomito e lungimirante, dalla forza e risolutezza che espresse in quei momenti difficili per affrontare in modo deciso e intelligente i problemi che deve risolvere oggi: l'impoverimento politico, il crollo degli investimenti pubblici, l'isolamento politico e fisico di questo territorio, le difficoltà nel tenere alto il senso civico e la coesione solidale della comunità.Per questo nonostante il tempo passi noi non dobbiamo dimenticare.


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