Sanità, Vignali e Castaldini (FI): “Ausl recluta ancora medici a gettone per gli ospedali di Mirandola e Carpi”
MODENA - “L’AUSL di Modena insiste imperterrita sui medici a gettone nonostante sia una delle spese che hanno aggravato il clamoroso buco di bilancio per il 2024 e la bocciatura di questo metodo di reclutamento da parte della Corte dei conti”.
Lo hanno dichiarato i consiglieri regionali di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, Pietro Vignali, presidente del gruppo, e Valentina Castaldini, consigliera questora, dopo avere focalizzato la loro attenzione sui passivi registrati dalla gran parte degli enti sanitari della Regione e soffermandosi in particolare sulla situazione di quelli modenesi.
“L’ente sanitario territoriale modenese ha rinnovato, senza troppa pubblicità, l’ennesimo contratto per i turnisti dei Pronto Soccorso della zona nord (Ospedali di Carpi e Mirandola) per ben 1.300 euro a turno (12 ore), per un totale di 760.500 euro. A tale somma vanno aggiunti i quasi 2milioni spesi in precedenza per lo stesso servizio oggetto di una dura reprimenda della Corte dei Conti – hanno spiegato – Questo costoso rinnovato affidamento va considerato molto grave sia alla luce del “buco” di bilancio da circa 20 milioni di euro, sia in quanto la stessa Ausl non ha saputo e voluto prendere le contromisure necessarie per superare le cooperative di medici, come gli aveva indicato di fare la Corte dei conti. Vi era anche la promessa del precedente assessore regionale alla sanità Donini che non si sarebbe più fatto ricorso alle cooperative di medici. La questione è peraltro oggetto di un esposto presentato alla stessa magistratura contabile nell’autunno scorso dal vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Antonio Platis. In particolare, l’Ausl di Modena non ha indetto un proprio corso abilitante per i medici dell'emergenza urgenza, necessario per soddisfare il fabbisogno della provincia e continua a non applicare la possibilità, prevista dal contratto SSN, di consentire ai medici specialisti di lavorare anche negli ambulatori del pronto soccorso. Su questi punti – hanno concluso Vignali e Castaldini – ci stiamo attivando per chiedere alla Giunta regionale chiarimenti e soprattutto per sollecitare un cambio di passo nel risolvere questi e altri problemi della sanità modenese e regionale nel suo complesso".
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