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06 Maggio 2026
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“In Difesa della Nostra Terra”, grande partecipazione all’incontro con il prof. Paolo Pileri a Carpi

CARPI - Nota stampa di "Carpi per giustizia climatica e sociale":

"Si è tenuto lunedì 12 maggio alle ore 21, presso la Sala Loria di Carpi, l'incontro dal titolo "In Difesa della Nostra Terra" con il professor Paolo Pileri, ordinario di Pianificazione territoriale e ambientale al Politecnico di Milano e membro del Comitato Scientifico ISPRA. L'evento ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico, con oltre 100 persone presenti, a testimonianza del crescente interesse e della sentita preoccupazione dei cittadini verso i temi legati al consumo di suolo e alla tutela dell'ambiente. La serata è iniziata con la necessaria premessa che l’emergenza climatica (ormai siamo a livello globale a +1,5°C rispetto al periodo preindustriale e a +2°C nel Mediterraneo) richiede di percorrere la strada maestra delle rinnovabili. D’altra parte, si è sottolineato che l’urgenza di agire non deve però ottundere la razionalità stessa dell’azione, per non cadere dalla padella nella brace, consumando inutilmente e ulteriormente suolo.

Il prof. Pileri ha quindi illustrato in modo chiaro e approfondito l'importanza fondamentale del suolo, non come semplice superficie, ma come uno spessore vitale ricco di biodiversità e processi ecosistemici indispensabili, come l'assorbimento e il filtraggio dell'acqua e lo stoccaggio del carbonio, che resta intrappolato nel suolo anche per migliaia di anni: un terreno in buona salute contribuisce perciò a mitigare il cambiamento climatico. Ha sottolineato come queste funzioni vitali siano compromesse dalla cementificazione, dall'agricoltura intensiva e da una visione urbanistica che tratta il suolo alla stregua di una merce. È emerso con forza il dato allarmante del consumo di suolo in Italia, una piaga in costante aggravamento, evidenziata anche dai rapporti ISPRA: l’Emilia-Romagna continua a essere ai vertici del consumo di suolo, e Carpi non fa certo differenza. L'ultimo rapporto dell'ISPRA del dicembre 2024 a pag. 139 evidenzia che, per raggiungere gli obiettivi di energia rinnovabile entro il 2030, sarà necessario installare circa 74 GW di potenza. Lo stesso rapporto stima che, sfruttando i tetti dei capannoni, i parcheggi e le aree già cementificate si potrebbe raggiungere una potenza fotovoltaica compresa tra 70 e 91 GW. Questo dato suggerisce che, utilizzando le superfici già costruite, potremmo coprire l'intero fabbisogno di energia rinnovabile previsto. Il Prof. Pileri ha criticato aspramente il "terrapiattismo urbanistico" che ignora la complessità ecologica dei suoli a favore di nuove costruzioni, nonostante la presenza di un vasto patrimonio edilizio inutilizzato.

Ampio spazio è stato dedicato anche all'impatto della transizione energetica sul suolo. Sebbene il fotovoltaico a terra sia considerato reversibile da ISPRA, il suo impatto sulla fertilità dei terreni è significativo. È stata ribadita la necessità di privilegiare l'installazione di pannelli solari su tetti e superfici opache esistenti, prima di occupare ulteriore suolo agricolo. Anche l'eolico presenta un consumo di suolo non trascurabile per le infrastrutture necessarie. Nel corso del dibattito è stato posto l'accento sulla differenza tra "transizione ecologica", che mette al centro il suolo e l'ecosistema, e "transizione energetica", che rischia di focalizzarsi unicamente sul massimo profitto. Il prof Pileri ha quindi stimolato una riflessione sul modello agricolo attuale, proponendo un superamento della logica del massimo profitto a favore di un "giusto profitto" attraverso un'agricoltura organica e rigenerativa, che integri didattica, turismo ecologico e produzione di energia da fonti rinnovabili sui tetti dei capannoni agricoli. La serata ha evidenziato la profonda esigenza di informazione e formazione da parte dei cittadini e la loro volontà di non restare passivi. Il dibattito e le numerose domande rivolte al relatore hanno dimostrato un forte desiderio di collaborazione con le amministrazioni per azioni concrete a difesa del territorio. È stata richiamata l'attenzione sulla direttiva europea che comprende "misure efficaci in materia di prevenzione e/o riduzione al minimo dell'impermeabilizzazione del suolo e qualsiasi altro uso del suolo che influisca sulle sue prestazioni, dando priorità al riuso dei terreni e del suolo dismessi e al riuso dei siti abbandonati rispetto all'uso di terreni non impermeabilizzati". Direttiva nella quale è chiaramente indicata una "gerarchia del consumo di suolo" che prevede: 1. Evitare il consumo e l'impermeabilizzazione del suolo; 2. In caso di nuove necessità, riutilizzare terreni già consumati e impermeabilizzati; 3. Se non è possibile evitare il consumo, utilizzare aree già degradate; 4. Infine, solo per interventi inevitabili, applicare misure di mitigazione per ridurre al minimo la perdita di servizi ecosistemici.

Infine, il professore ha avvertito la platea riguardo nuovi pericoli incombenti per i nostri suoli: il grande settore della logistica e soprattutto quello dei Data Center stanno invadendo i territori ancora liberi del nostro paese, non ultimi quelli padani e emiliani. Come Carpi per la Giustizia Climatica e sociale crediamo che l'incontro di ieri sera a Carpi rappresenti un importante momento di sensibilizzazione e un punto di partenza per future iniziative volte alla salvaguardia del nostro prezioso suolo e chiediamo che l'amministrazione comunale se ne faccia carico. Parafrasando le parole del prof. Pileri, "Salvare il suolo è diventata una questione morale che ha bisogno di nutrimento intellettuale". Facciamo nostro il suo invito: diventare "partigiani della terra", capaci di sentirne il battito e tutelarne la straordinaria intelligenza".

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