I lavoratori dell’agrindustria protestano a Modena: “Troppi subappalti, aumentano gli infortuni”
Decine di lavoratori e lavoratrici agricoli e dell’industria alimentare si sono posti in presidio lunedì 26 maggio davanti alla Prefettura di Modena per chiedere più legalità e rispetto di regole e contratti.
La protesta è indetta a livello nazionale dal sindacato Flai Cgil.
“Innanzitutto chiediamo l’applicazione della Legge 199/2016 sulla realizzazione della Rete del lavoro agricolo di qualità in provincia di Modena – spiega in una nota il segretario Flai Cgil Nicola Pessolano – si tratta di un albo territoriale delle aziende agricole che attribuisce una sorta di alle aziende iscritte che dimostra appunto il rispetto delle leggi e l’applicazione dei contratti, i corretti versamenti contributivi e fiscali e l’assenza di sfruttamento e caporalato. Purtroppo – continua il segretario Flai Cgil – sono solo alcune centinaia le aziende agricole modenesi, su una platea di diverse migliaia, ad aver sinora aderito alla Rete del lavoro agricolo di qualità. Per questo chiederemo al Prefetto di Modena di farsi parte attiva per promuovere l’adesione delle aziende”.
La protesta è anche per denunciare la forte presenza di appalti al massimo ribasso e subappalti nel settore agro-industriale con conseguente sfruttamento del lavoro nel comparto dell’industria alimentare e aumento degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.
“A fronte di sfruttamento, lavoro precario e senza tutele presenti nella filiera dell’agroalimentare, di lavoro povero in particolare nelle figure a bassa professionalità – aggiunge Pessolano – si capisce l’importanza dei referendum dell’8-9 giugno, a cominciare dal referendum sulla sicurezza negli appalti (n.4) sino a quello sulla cittadinanza (n.5) che è strumento fondamentale per contrastare sfruttamento e caporalato verso i lavoratori stranieri che rappresentano la maggioranza dei lavoratori del settore”.
La mobilitazione dei lavoratori dell’agroindustria del 26 maggio si inserisce dunque a pieno titolo nella campagna referendaria per il sostegno a 5 SI ai referendum dell’8-9 giugno.
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